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Pescara, 26/04/2026
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Data: 24/10/2009
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
AirOne vola via e affonda l'aeroporto. Chiesto un inconto a Gianni Letta. Il silenzio di Toto. Tempi ormai strettissimi

Task force Le Province, i Comuni di Chieti e Pescara e i sindacati avviano una azione sinergica a tutela dei lavoratori del centro di manutenzione, che va a Napoli con gravissime conseguenze per lo scalo
Simonetta Bersani Le Province e i Comuni di Chieti e Pescara insieme, affianco ai lavoratori ex Air One (ora Cai) per difendere la permanenza del centro di manutenzione nell'aeroporto d'Abruzzo. Dalla riunione di ieri, voluta dal presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio e alla quale hanno preso parte, oltre alle rappresentanze sindacali e dei lavoratori, il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, il sindaco di San Giovanni Teatino, Verino Caldarelli, l'assessore alle Attività produttive del comune di Chieti, Cristiano D'Intino, e quello alle Politiche del Lavoro del comune di Pescara, Guido Cerolini Forlini, è scaturita una lettera con la quale si chiede un incontro urgente al sottosegretario della Presidenza del consiglio dei ministri, Gianni Letta, per affrontare la situazione dei lavoratori a rischio per lo spostamento dell'intero comparto delle manutenzioni a Napoli. Attualmente il settore occupa 90 addetti, 50 dei quali con contratto a tempo indeterminato e i restanti 40 a tempo determinato, in scadenza a ottobre. Il 13 ottobre scorso un accordo quadro siglato, alla presenza di Letta, dal governo, dalla Regione Campania e dalle organizzazioni sindacali di categoria dei trasporti ha sancito il trasferimento del settore. «Se si perde la manutenzione, considerata centro di eccellenza - ha sottolineato Marco Ranieri della Fiom-Cgil - l'aeroporto d'Abruzzo subirebbe un vero e proprio declassamento oltre alla scomparsa dei posti di lavoro che, comprendendo anche l'indotto, sono stimati in circa 120. Se le cose rimangono così - ha aggiunto Ranieri - dal primo gennaio la manutenzione degli aerei Cai sarà spostata a Napoli. Chiediamo che le istituzioni intervengano. A oggi non abbiamo interlocutori. Basti pensare che ogni mattina i 90 dipendenti della manutenzione debbono attraversare a piedi la pista senza che nessuno vigili sulla loro sicurezza. È di qualche settimana fa una dichiarazione di Carlo Toto il quale dice di essere disponibile a mantenere in Abruzzo la manutenzione ma al sindacato Toto non ha risposto». I tempi, avvertono i sindacati, sono strettissimi. «È importante che si apra un tavolo regionale - dice Michele Marchioli della Cgil - anche per capire qual è lo sviluppo di questa regione. Quello d'Abruzzo - aggiunge - doveva essere il terzo aeroporto di Roma, oggi perde passeggeri e rischiamo che finisca in un ambito molto residuale. Con Letta sarebbe dunque importante ragionare sul futuro dei 90 dipendenti ma anche sullo sviluppo dell'aeroporto». «Abbiamo dato dimostrazione di unità d'intenti e di sinergia istituzionale - osserva il presidente Di Giuseppantonio - di fronte a un grave minaccia che potrebbe causare il declassamento dell'Aeroporto d'Abruzzo e la scomparsa di posti di lavoro che si aggiungerebbe alla già grave crisi in atto nella Val Pescara».

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