CHIETI. Un incontro chiesto al sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Gianni Letta che ha già dato la sua disponibilità. E' il massimo che sono riusciti a ottenere, per la vertenza dei lavoratori di Airone di Carlo Toto, i presidenti delle Province di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, e Pescara, Guerino Testa, il sindaco di San Giovanni Teatino, Verino Caldarelli, e il Comune di Chieti, rappresentato dall'assessore Cristiano D'Intino, al termine di una riunione. Amministratori al fianco dei lavoratori dell'aeroporto d'Abruzzo dell'area metropolitana di Chieti-Pescara.
Un incontro concluso dalla lettera inviata a Letta per avviare le trattative per salvare i 90 posti di lavoro dei tecnici di manutenzione degli aerei e la qualità dei trasporti abruzzesi. Il centro di manutenzione della compagnia aerea Airone di Pescara, oggi Cai, in seguito all'accordo del 13 ottobre con Atitech, l' ex polo di manutenzione della flotta Alitalia dell'hinterland napoletano, rischia la chiusura, la cassa integrazione per i 45 tecnici con contratto a tempo indeterminato (gli altri 45 part time sono già stati mandati a casa) o il trasferimento in altre regioni come Lazio o Campagnia, oltre all'enorme danno della qualità del traffico aereo che ne deriverebbe per tutta la regione. «Questo perchè il gruppo campano vuole prendere la manutenzione dei tre tipi di veicoli di cui possediamo le qualifiche d'intervento, ovvero il boeing 737, air bus A 320 e bombardier CRJ. E per rendere la manovra possibile la società napoletana ripristina i lavoratori messi prima in cassa integrazione», spiegano i tecnici di manutenzione Massimo Brescia e Federico Romano che hanno incontrato i rappresentanti delle istituzioni. C'erano anche i sindacalisti Marco Ranieri, segretario Fiom-Cgil di Chieti, Michele Marchioli, segretario generale Cgil Chieti, e Nicola Di Matteo, segretario regionale Fiom-Cgil che hanno sottolineato la mancanza di norme di sicurezza all'aeroporto. «Per raggiungere gli hangar, i capannoni in cui lavoriamo», raccontano i lavoratori, «dobbiamo percorrere a piedi 2 o 3 chilometri senza seguire una strada delineata e fra gli aerei che decollano o atterrano e altri mezzi che attraversano la pista».
«I tempi sono strettissimi, c'è ancora tempo per fare pressioni ma bisogna coinvolgere i vertici regionali e nazionali», afferma Di Matteo. La convocazione a un tavolo di discussione di più ampio respiro è stata inviata in mattinata anche al presidente della Regione, Gianni Chiodi, e agli assessori regionali Giandonato Morra (trasporti) e Paolo Gatti (lavoro).