L'AQUILA. «Forse per l'emergenza del dopo terremoto in Abruzzo sarebbe stato più efficace il modello umbro». Lo ribadisce la presidente della Provincia Stefania Pezzopane, facendo rilevare «una sorta di fastidio» ad applicare nella sua regione le modalità seguite nel 1997 in Umbria e nelle Marche per il dopo sisma.
Ieri a Perugia per incontri istituzionali, la Pezzopane ha ribadito che gli enti locali dell'Abruzzo hanno «invocato il modello umbro, per i molti aspetti di analogia tra i due territori colpiti dal terremoto e di positività che questo modello ha avuto. E' stato però percepito un fastidio, perché sull'Abruzzo si è voluto attuare un altro modello, quello di passare dalle tende alle case. In realtà questo modello é valso a tutt'oggi per circa un migliaio di cittadini: se ci fosse stata più attenzione sui numeri, che erano enormi, si sarebbe visto che proprio il modello umbro avrebbe potuto aiutare una più celere e rapida soluzione per le migliaia di persone che non hanno la prospettiva di rientrare in casa, tant'é che stiamo chiedendo per loro case mobili e container per favorire il riavvicinamento alla città. Anche perché tante famiglie hanno iscritto i loro figli nelle scuole aquilane ma sono ancora sulla costa».
LA POLEMICA. «Le bugie della Pezzopane hanno le gambe corte. La Pezzopane continua per calcolo elettorale a speculare sui morti». Così il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia risponde alla Pezzopane la quale durante la trasmissione su Italia 1 di «Chiambretti night», dove era ospite, ha affermato che Zaia si era recato nella frazione di Onna dopo il sisma solo per fare una intervista.