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Pescara, 24/04/2026
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Data: 24/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Compensi tagliati, maxi-vertenza dei bagnini. La beffa d'autunno, Ondifero (Cgil): «Sottopagati e senza diritto al sussidio di disoccupazione»

Licenziato perché aveva danneggiato l'immagine della cooperativa, perché era arrivato a minacciare lo sciopero a Ferragosto, quando le spiagge sono più affollate e il mare più insidioso. Ovvero sbattuto fuori, perché chiedeva venissero rispettati i diritti per sé e per altri cento bagnini: non un posto fisso, ma uno stipendio giusto. La storia dei bagnini che quest'estate hanno agitato le acque a Pescara finisce in vertenza collettiva e, insieme, porta a galla le spine dei lavoratori stagionali. «Abbiamo chiesto all'assessorato provinciale al lavoro di convocare un tavolo con le forze sindacali, datoriali e istituzionali -dice Luca Ondifero, segretario provinciale Filcams Cgil- perché i bagnini vengano risarciti di ciò che non è stato pagato loro quest'estate e perché si arrivi a un protocollo d'intesa per la prossima stagione». Un centinaio i bagnini spalmati sulla riviera pescarese. «La maggior parte fa capo alla Compagnia del Mare, che ha in mano la quasi totalità delle concessioni -spiega Ondifero-. Non è stato rispettato il salario previsto dal contratto». Per 108 ore di lavoro mensile, in base al contratto nazionale del turismo lo stipendio dovrebbe aggirarsi sui 700 euro, mentre ai bagnini pescaresi sono toccate buste paga tra i 400 e i 500 euro per arrivare, di fatto, a una paga oraria di appena 4 euro. «L'azienda ha fatto figurare un numero di ore lavorative inferiore a quelle effettivamente prestate dai bagnini", attacca Ondifero. Sottopagati e ingabbiati nella precarietà. «Il ragazzo che quest'estate ha accesso i riflettori sulla vicenda è stato licenziato dopo qualche giorno perché avrebbe danneggiato l'immagine della cooperativa -dice Ondifero-, ed è l'unico a non aver ancora percepito lo stipendio di agosto».
I bagnini chiedono anche più sicurezza sul lavoro: al tavolo di discussione provinciale, saranno invitati anche l'ispettorato del lavoro e la capitaneria di porto. «La normativa prevede che ogni bagnino sorvegli 150 metri di spiaggia -spiega Ondifero-. Un tratto troppo ampio per Pescara, dove ci sono stabilimenti molto affollati e dove mancano torrette di avvistamento. Non chiediamo il posto fisso, ma il rispetto dei contratti e delle condizioni di sicurezza».
Ma i bagnini sono solo l'emblema di un mondo del lavoro dove pure le poche regole del precariato sono spesso calpestate. Camerieri, baristi, vigilanza privata: anche chi non chiede il posto fisso, e approfitta dell'estate per arrotondare, è alle prese con stipendi magri, turni massacranti, se non si accontenta addirittura del nero. «La difficoltà di trovare lavoro rende ricattabili soprattutto i giovani -avverte Ondifero-. Spesso gli stagionali non vengono neppure assunti per 3 mesi, ovvero per 78 giorni, che darebbero diritto alla disoccupazione. In altre realtà turistiche, sulla riviera ligure o sarda, gli stagionali lavorano 6 mesi d'estate e per 6 mesi hanno la disoccupazione. Non chiediamo questo, ma almeno i datori non facciano i furbi e assumano per 3 mesi pieni». Le trappole per i precari a tempo determinato si nascondono pure negli straordinari non pagati o pagati in nero. «Spesso il contratto diventa una parvenza: magari prevede 8 ore settimanali, quando poi il lavoratore ne fa 40, con penalizzazioni contributive», denuncia Ondifero.

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