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Pescara, 26/04/2026
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Data: 25/10/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Strage sull'autostrada, cinque indagati. Si tratta di quattro romani e un abruzzese: esposto di Tiburzi della Cisl a varie Procure

AVEZZANO - Cinque dirigenti dell'Autostrada dei Parchi ( quattro romani e un abruzzese) sono stati indagati per omicidio e disastro colposi e omissione d'atti d'ufficio. Sono stati ritenuti responsabili della strage di San Silvestro del 31 dicembre 2005, sulla A/25, all'altezza di Collarmele, dove persero la vita quattro pugliesi( i conducenti dei due pullman e una giovane coppia) e un austriaco. Il provvedimento è stato emesso dal PM, Guido Cocco, della Procura di Avezzano in seguito alle indagini svolte da parte della Squadra Mobile della Polizia dell'Aquila, coordinata dal dottor Salvatore Gava. Nel tragico incidente rimasero coinvolte anche trenta autovetture, oltre ad un Tir e a due autobus delle Ferrovie del Garagano (la società ha presentato esposti a sua tutela per mezzo dell'avvocato Antonio Milo). Uno degli autobus delle Ferrovie del Gargano rimasti coinvolti nello schianto e che viaggiava verso Roma carico di passeggeri rischiò di precipitare dal viadotto dell'autostrada nei pressi del quale è avvenuto lo schianto. L' Abruzzo rimase per l'intera giornata paralizzato e l'allora Presidente della Regione, Del Turco, accusò la Strada dei Parchi di aumentare i pedaggi senza dare i servizi. L'ex segretario regionale della Cisl, Gianni Tiburzi, invece, inviò esposti a tre Procure e chiese giustizia per le vittime. Per liberare il tratto dall'autovetture e dai feriti furono impegnati a lungo volontari e uomini della stradale. Da una prima ricostruzione dei fatti, da parte degli inquirenti, sembra che a provocare la strage di San Silvestro, sull'autostrada Pescara-Roma, sia stata la strada ghiacciata causata dall'improvviso abbassamento della temperatura durante la notte. La strada era per questo diventata impercorribile e gli addetti ai lavori avrebbero dovuto chiudere il tratto o intervenire con lo spargimento di massicce quantità di sale per rompere il ghiaccio che si era formato. Naturalmente ora saranno i legali degli indagati e i periti di parte a cercare di dimostrare, durante il processo, tutto il contrario.

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