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Data: 25/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Cinque indagati per la strage sull'A25. Sono dirigenti della Strada dei Parchi accusati di omissione, omicidio e disastro colposo

L'incidente avvenne il 31 dicembre del 2005: rimasero coinvolti Tir, pullman e sei automobili, 22 i feriti

AVEZZANO. Strage di San Silvestro sull'A25 a causa del ghiaccio e della nebbia: secondo la Procura della Repubblica di Avezzano, la responsabilità dello spaventoso tamponamento a catena che il 31 dicembre 2005 costò la vita a 5 persone e provocò ben 22 feriti è da imputare a cinque tra dirigenti e funzionari della «Strada dei Parchi spa», la società che ha in gestione le autostrade A24 e A25.
Gli avvisi di conclusione delle indagini (Aci) sono stati notificati ieri mattina alle persone interessate dagli uomini della questura dell'Aquila. Si tratta di ingegneri, funzionari e tecnici responsabili della manutenzione e della sicurezza dell'autostrada.
Il tragico tamponamento stradale avvenne poco prima delle ore 10 sul viadotto di Collarmele, tra i caselli di Pescina e Celano, dopo che un Tir si mise di traverso sulla corsia in direzione Roma a causa del ghiaccio. L'asfalto scivoloso e la scarsa visibilità dovuta alla nebbia fece il resto. Uno dopo l'altro, si schiantarono contro il Tir fermo in mezzo alla carreggiata un altro camion, due pullman delle Ferrovie del Gargano e sei automobili, compresa una pattuglia della polizia stradale. Tra i ventidue feriti anche una bambina e due agenti della polstrada.
Le ipotesi di reato per tutti e cinque gli indagati formulate a conclusione dell'inchiesta dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano Guido Cocco sono: omissione di atti d'ufficio, omicidio colposo e disastro colposo. Ora gli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare una memoria difensiva al magistrato, dopodiché sarà fissata l'udienza preliminare per la decisione di rinviare o meno a giudizio i cinque indagati.
Le indagini coordinate dalla Procura di Avezzano e condotte dalla polizia autostradale di Pratola Peligna sono durate quasi quattro anni. Durante la complessa azione di indagine sono state archiviate le posizioni di tre indagati, i conducenti dei mezzi pesanti inizialmente accusati di aver provocato l'incidente: un aquilano, un torinese e un austriaco. Il giorno dopo l'incidente, la società «Strada dei Parchi» diramò una nota in cui la condizione del manto stradale veniva addebitato a un «evento meteo straordinario». Secondo i gestori dell'autostrada, quella mattina la temperatura si sarebbe abbassata violentemente creando una patina di ghiaccio scivolosissima. Un fenomeno metereologico chiamato «gelicidio» o «vetrone». Anche l'Aiscat, l'Associazione italiana società concessionaria autostrade e trafori, intervenne per sostenere questa tesi, sottolineando che «normali azioni di contrasto alla formazione del ghiaccio, attuate con spargimento di sale, non sono del tutto efficaci contro questo fenomeno». Una tesi non convalidata da periti e investigatori, anche se freddo, neve e ghiaccio in quei giorni paralizzarono tutto il Centro-sud.
Poco dopo l'incidente, le autostrade A24 e A25 furono chiuse al transito per le pessime condizioni, ma vi furono molte polemiche circa i ritardi del provvedimento.

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