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Data: 25/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
L'Aquila, indagato per i crolli si dimette l'assessore D'Innocenzo. Nel maggio scorso D'Innocenzo si era dimesso dalla presidenza dell'Adsu, che gestiva la Casa dello Studente all'Aquila

L'assessore Luca D'Innocenzo Luca D'Innocenzo si è dimesso da assessore del Comune dell'Aquila. Aveva le deleghe, tra l'altro, alle Politiche sociali, abitative e al Diritto allo studio. D'Innocenzo è stato indagato dalla Procura, assieme ad altre persone coinvolte nell'inchiesta sul post terremoto, per il crollo della Casa dello Studente.

Le contestazioni di "omissione di vigilare sulla rispondenza dell'edificio" gli vengono mosse nella sua qualità di presidente dell'Azienda per il diritto agli studi univeristari dell'Aquila.

"So bene - scrive l'assessore al sindaco nella lettera di dimissioni - che l'avviso di garanzia è un atto che un amministratore pubblico può incontrare nella sua attività, anche quando è nella certezza del proprio corretto svolgimento dell'azione politico-amministrativa, così come so bene che in questo specifico caso l'indagine nulla ha a che vedere con il ruolo di assessore nella Giunta Comunale dell'Aquila. Ho dedicato questi mesi testardamente alla città e in particolare alle persone che l'hanno vissuta e che continuano a lottare per viverla; come sempre ho esercitato fino in fondo le responsabilità che le deleghe attribuitemi solo due settimane prima del sisma comportavano, deleghe pesantissime in un tale contesto.

Anche quando l'animo era più travolto - prosegue D'Innocenzo - ho esercitato, bene o male non tocca a me dirlo, responsabilità delicatissime, nella stragrande maggioranza del tempo in silenzio, in un continuo, non sempre facile, ma proficuo rapporto con il Dipartimento della Protezione Civile e con gli altri soggetti istituzionali coinvolti. Nell'avviso di garanzia - spiega l'assessore dimissionario - mi si comunica di essere indagato, in qualità di Presidente dell'Adsu, carica da me ricoperta a partire da fine aprile 2006: per aver omesso 'di vigilare sulla rispondenza dell'edificio alla destinazionè (destinazione definita da atti e ristrutturazioni avvenute dal 1977 al 1982, n.d.r.); per aver omesso di vigilare sulla adeguatezza statica e sismica delle strutture dell'edificio sia in relazione alla originaria consistenza strutturale (costruzione avvenuta nel 1965 n.d.r.), perchè 'sia in relazione agli interventi succedutisi nel corso degli anni' (1977-1982, 1998-2002 n.d.r.); 'non garantiva a fronte di tutti i detti lavori di manutenzione straordinaria recupero o ristrutturazione il rispetto delle esigenze relative alla sicurezza e alla prevenzione antisismica'.

Naturalmente il tempo aiuterà a far emergere ruoli, competenze, date, fatti e realtà, ma in questi casi non basta la propria assoluta certezza, conta anche la fiducia dei cittadini nell'istituzione, fiducia che la notificazione di garanzia, anche per quello che negli anni è diventato questo atto nell'immaginario collettivo, potrebbe mettere a repentaglio. Un mio automatico proseguire nell'incarico solo in considerazione dell'emergenza può sfilacciare un rapporto di fiducia verso l'istituzione municipale che è indispensabile salvaguardare. In una fase di strutture istituzionali, politiche e sociali particolarmente deboli, cui si aggiungono le difficoltà organizzative e gestionali della macchina comunale - si legge infine nella lettera - la fiducia verso il sindaco diviene tassello cruciale di una tenuta civica di una comunità e per questo, l'oggetto vero di queste dimissioni è la salvaguardia della tua figura, in un momento così delicato per la città e per la comunità aquilana, lasciando dunque a te, e al confronto con le forze politiche, la completa libertà di una piena determinazione".

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