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Pescara, 26/04/2026
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Data: 25/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Ponte del Mare, è polemica Pd-Mascia. I democratici: «Non ci sono impedimenti». La replica: «Mancano certezze»

Il caso. È scontro sulla nuova opera, mentre spunta un nuovo nome: «Intitoliamolo a Eriberto Mastromattei»

PESCARA. «Il 2 novembre sarà effettuato il collaudo statico. Dura 2 giorni, già dal 4 del si può inaugurare il Ponte del Mare». Il Pd di Pescara non ci sta a un nuovo rinvio e chiede al sindaco di rompere gli indugi. Il problema collaudo non ci sarebbe, mentre il milione chiesto dai costruttori sarebbe una normale querelle tra appaltante e appaltatori. «Il Pd cerca solo di nascondere i pasticci fatti in passato» replica Albore Mascia. E per il nome arriva una proposta: "Ponte di Eriberto".
«L'apertura del Ponte del Mare è stata rinviata solo per la paura di Albore Mascia che ha vestito i panni di dottor Jekyll e mister Hide: prima oppositore del ponte e oggi impegnato nell'organizzazione dell'apertura», attacca Antonio Blasioli. «Il collaudo dinamico dell'opera», prosegue il consigliere comunale Pd, «secondo il programma dei lavori di nostra conoscenza, avverrà questa settimana. Quello statico il 2 novembre. Già dal 4 novembre il Ponte del Mare potrebbe essere aperto».
«Ci risulta che non ci siano impedimenti», rincara la dose Moreno Di Pietrantonio. «Anche il milione e 80 mila euro chiesti dalle ditte per i ritardi di consegna nelle aree rientra nella normale prassi di ogni appalto». «Siamo di fronte a richieste che si smonteranno», spiega ancora Blasioli. «Alla consegna delle aree le imprese le accettarono senza eccezioni. Così come non blocca l'inaugurazione il fatto che alcuni benefattori (Gilberto Ferri e Carlo Toto, ndr) non avrebbero ancora versato 480 mila euro: daranno la loro quota su presentazione di fattura».
Al Pd replica Luigi Albore Mascia. «Non apriamo il ponte del Mare perché mancano le certezze tecniche, ossia i collaudi. Mentre abbiamo reso noto che due mecenati non hanno ancora versato i contributi annunciati solo per trasparenza nei confronti della città». Per quel che riguarda i soldi chiesti dalle ditte, Mascia spiega che «il problema non ci sarebbe mai stato se il centro-sinistra, rispettando le regole e le normative, avesse consegnato il cantiere solo dopo aver ottenuto tutte le aree».
Intanto l'iniziativa del Centro sul nome da dare al ponte stimola anche il vice sindaco di Popoli, Franco Diodati. «Chiamiamolo "Ponte di Eriberto", in onore di Eriberto Mastromattei precursore del turismo balneare a Pescara. Un figlio modesto e operativo di questa città merita che gli si intitoli un'opera che parla di fiume, di mare, di spiaggia e di sole».

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