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Pescara, 26/04/2026
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Data: 26/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Pdl: voto subito, autosospensione illegittima. Rosy Bindi: stiamo ancora aspettando che lo faccia Berlusconi

L'impedimento con certificato medico dev'essere breve Nicola Zingaretti esclude una sua candidatura Si fa il nome di Sassoli

ROMA. Il Pdl ritiene illegittima l'autospensione e minaccia iniziative legali reclamando elezioni subito. Per il Pd, invece, il passo indietro del Governatore rispetta lo statuto e responsabilmente lascia la Regione Lazio nel pieno delle sue funzioni istituzionali e amministrative. Il reggente è Esterino Montino. A tre giorni dallo scandalo che ha travolto Marrazzo lo scontro politico si sposta sui tempi della consultazione elettorale che dovrà rinnovare il vertice della Regione. La strada burocratica intrapresa dalla Regione per non restare paralizzata è quella prevista dall'articolo 45 comma 2 dello statuto, ovvero quello che prevede che il vicepresidente sostituisca il presidente in caso di impedimento temporaneo. Impedimento che nel caso di Marrazzo è dovuto a gravi motivi di salute (stress psicofisico) e presto giustificato da un certificato medico non ancora pervenuto. A rigor di legge, però, l'impedimento deve essere breve e motivato. In pratica non reiterabile. In caso contrario devono subentrare le dimissioni. Perciò non è detto che l'istituto della (impropriamente detta) autosospensione possa essere mantenuto fino a gennaio per consentire che le elezioni si svolgano come previsto a marzo, con la tornata delle amministrative. Poiché le elezioni devono avvenire entro 90 giorni dalla data di scioglimento del consiglio regionale, nel Lazio si profila il rischio di un voto anticipato, anche se di poche settimane. E anche per questo nel centrosinistra si accelera sulla scelta del possibile candidato.
Nomi ne sono già circolati parecchi e alcuni di grosso calibro. Nello schieramento c'è chi pensa a un ritorno dell'ex sindaco Walter Veltroni e chi fa il nome del giornalista ed eurodeputato del Pd, David Sassoli. La rosa comprende anche gli ex ministri Rosy Bindi e Giovanna Melandri mentre a dire no è già stato il presidente della Provincia Nicola Zingaretti.
Proprio Zingaretti ieri ha replicato alle proteste sollevate dal centrodestra. «Trovo stupefacente che in tanti nel centrodestra chiedano ora le dimissioni di una giunta fatta di persone per bene, su cui non ci sono accuse di alcun tipo, quando per anni hanno difeso il mancato scioglimento del Comune di Fondi, in mani loro, per le infiltrazioni mafiose documentate in centinaia di atti del prefetto di Latina», ha dichiarato Zingaretti.
E a replicare è stata anche Rosy Bindi. «In due giorni Piero Marrazzo ha raccontato la verità e ha separato la sua vicenda privata dalle responsabilità pubbliche e dal centrosinistra. Dal centrodestra stiamo ancora aspettando che Berlusconi faccia altrettanto», ha detto la vicepresidente della Camera.
Per i capigruppo del Pdl Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, invece, la faccenda dell'autosospensione è solo «un trucco illegale» per non andare subito alle urne, o meglio nel pieno di gennaio. Un «palese abuso» contro il quale sono allo studio inziative legali, annunciano i due capigruppo sostenendo, come il ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, che qualunque atto legislativo regionale potrebbe essere impugnato davanti alla Corte Costituzionale «con evidente danno per le istituzioni e i cittadini».(n.a)

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