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Data: 28/10/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crisi in Comune, Cialente pensa alle dimissioni. Il primo cittadino: «Prendo atto che c'è uno sfilacciamento grave della mia maggioranza»

Il sindaco Massimo Cialente sta pensando seriamente alle dimissioni. Lo ha fatto capire ieri durante la conferenza stampa convocata per parlare dell'emergenza-ospedale. A precisa domanda («Pensa alle dimissioni?») il primo cittadino ha allargato le braccia sconsolato, non smentendo e, anzi, lasciando intendere che la possibilità è quanto mai concreta. D'altronde la ferita dell'altro giorno in Consiglio comunale (maggioranza sotto su un provvedimento che riguardava le scuole) è ancora sanguinante. «C'è uno sfilacciamento grave della mia maggioranza - ha detto ieri Cialente - del quale saprò prendere atto nei prossimi giorni». Qualcuno gli chiede cosa possa significare quel «prendere atto», ma il sindaco risponde laconico: «Vedremo. Giunta di salute pubblica? No, non credo ci siano le condizioni». Resta in piedi, dunque, l'ipotesi-dimissioni, suffragata anche da alcune voci di ben informati secondo cui stavolta il primo cittadino sarebbe intenzionato a fare sul serio. L'altro giorno è saltato anche il primo vertice di maggioranza (ma c'è chi giura che qualche incontro riservato c'è stato comunque), si parla dell'ingresso in Giunta di Giampaolo Arduini, Pietro Di Stefano e Giustino Masciocco, ma è chiaro che sarà il "malessere" del sindaco a decidere le sorti dell'amministrazione. Intanto arrivano le prime reazioni: per i dirigenti di Giovane Italia (Alfonso Magliocco e Salvatore Santangelo) le dimissioni del sindaco sarebbero «un gesto di responsabilità».
A turbare i pensieri di Cialente c'è anche la questione-ospedale. Il primo cittadino non lo dice chiaramente, ma lascia intendere che il ritardo di alcuni lavori nasconda in realtà la volontà di penalizzare tutto il sistema sanitario aquilano, Università compresa. È per questo che a gran voce chiede di fermare il processo dell'Asl unica e di provvedere con urgenza a ricostruire il San Salvatore come era prima, «polo d'eccellenza» con 460 posti letto. «Esprimiamo l'assoluta preoccupazione per la situazione. Non mi rassegno - ha proseguito il sindaco - al fatto che si è riusciti a organizzare il G8 con interventi 24 ore su 24, a costruire una strada in venti giorni, a consegnare una nuova città di quattromila appartamenti in pochi mesi, ma non si riesce a dare una risposta ai problemi di questo ospedale, tanto che per fare un esame delle urine bisogna andare a Teramo. È inaccettabile». Cialente ha anche accennato al caso-Mascioletti («Non ha avuto l'assistenza migliore che si poteva ottenere») e ha detto che per ristrutturare l'ospedale occorrono 73 milioni di euro. «Fondi ad hoc che non devono essere oggetto di trattative o spartizioni con altre realtà abruzzesi» ha tuonato. Il sindaco ha rivolto un appello a Berlusconi, a Bertolaso e a Chiodi: «La situazione è kafkiana, perché i ritardi sono stridenti. I miei colleghi medici e paramedici soffrono perché hanno difficoltà a intervenire. Immediatamente si termini la ristrutturazione del laboratorio analisi. Già c'è un ritardo in questo appalto. Bisogna lavorare 24 ore su 24 sul blocco operatorio, per portare assolutamente l'ospedale a 320 posti letto. In 40 giorni deve essere consegnata la relazione sullo stato del delta medico e di quello chirurgico di degenza. Poi si attivi il programma per riportare la struttura a 460 posti». Anche il vicepresidente del Consiglio regionale, Giovanni D'Amico, ha chiesto con un'interpellanza che si intervenga con urgenza. Il sindaco si è detto preoccupato anche per il rischio di diffusione dell'influenza A nelle aree terremotate.
La commissione bilancio della Camera, infine, ha dato parere favorevole alla ripartizione della quota dell'otto per mille dell'Irpef. Marcello de Angelis, membro della commissione, ha sottolineato che su circa 44 milioni di euro, grazie a una precisa scelta del Consiglio dei ministri, ben 15 sono per interventi che riguardano i comuni del cratere e in particolare la provincia dell'Aquila.

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