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Pescara, 26/04/2026
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Data: 29/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Il controllore chiede scusa al bimbo down. «Mi spiace averlo ferito, ho sbagliato per un eccesso di zelo»

PESCARA. Due giorni dopo l'incontro della vergogna sull'autobus della linea 38 bis, il controllore che ha multato il bambino down, domanda scusa. Chiede di non essere trattato come un mostro, e si giustifica ammettendo la gravità dell'errore commesso, parlando di «un eccesso di zelo». Ma alla fine, messo sotto accusa dai vertici dell'azienda, dai colleghi che non ci stanno a passare per gente senza cuore e da un'opinione pubblica incredula, ammette: «Ho sbagliato. Ho operato nel rispetto delle norme, ma non ho tenuto conto dell'aspetto umano. Mi dispiace molto, chiedo scusa al ragazzo e alla sua famiglia».
Per giustificarsi, il controllore racconta della difficoltà di un lavoro in cui gli incontri con i furbi e i maleducati sono quotidiani, con la necessità di portare avanti il mandato dell'azienda: scovare quanti più evasori possibili, un obiettivo per cui i dipendenti hanno anche seguito corsi di formazione.
Ma un bambino che si porta addosso il peso della sindrome di down non può essere considerato un «portoghese» qualunque: «Lo so, ho sbagliato. Ma quel giorno, quando gli ho chiesto il titolo di viaggio, e lui ha risposto che non voleva farmelo vedere» racconta, «ho pensato che fosse giusto far vedere agli altri passeggeri che il nostro comportamento è lo stesso con tutti, che non è discriminatorio. È stato un eccesso di zelo, di cui adesso sono molto dispiaciuto. Mi scuso di avere provocato tanto disagio». Il giorno dopo la notizia, a intervenire per prima sul controllore troppo solerte era stata la direzione della Gtm, che aveva inviato al dipendente una lettera formale di richiamo. Un gesto, il suo, stigmatizzato anche da tutti i colleghi: «Cose di questo genere non devono più accadere».

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