di NOVELLA DI PAOLO
Dopo una notte tranquilla, il presidio continua. Almeno fino alla fine della settimana, con turnazioni di dieci persone per notte. Fino a ieri nessun rappresentante di governo, tranne il commissario straordinario Redigolo, si era fermato al presidio, ma c'è una buona notizia. Oggi i rappresentanti sindacali saranno ricevuti dalla Commissione d'Inchiesta Parlamentare. Ignazio Marino li ha convocati immediatamente, dopo l'espressa richiesta da parte di Cisl e Cgil.
«Vogliamo che la questione venga approfondita, così da riuscire a capire perché la Regione continua a tenerci in sospeso - ha detto Davide Farina, coordinatore per la sanità privata della Cisl - Ci aspettavamo di cominciare a vederci chiaro con la riunione di martedì, invece la Regione ci ha deluso. Ed è chiaro che in tutto ciò c'è qualcosa che non quadra. Tanto più che all'inizio dell'incontro ci avevano tranquillizzati, poi, invece, ci hanno dato dei dati striminziti». «La cosa più strana - ha continuato Farina- è che la Regione, se è nel giusto, no può permettere che un erogatore privato gli crei tutti questi problemi: stipendi non pagati, magistratura. Ha gli strumenti legislativi, ma non li usa, perché?».
Intanto, in attesa delle notizie da Roma, Cgil e Cisl hanno indetto uno sciopero dei dipendenti di tutto il gruppo Villa Pini, due giornate intere, il dieci e l'undici novembre. «Se non c'è modo di risolvere la vertenza - ha dichiarato Andrea Gagliardi, segretario Funzione Pubblica, della Cgil di Chieti - intervengano i prefetti. E' una situazione che potrebbe creare problemi di ordine pubblico. Ricordiamoci che di mezzo ci sono moltissimi pazienti, che hanno il diritto alla salute. E poi è ora che le istituzioni ci trattino con rispetto, non possono continuare a illudere i lavoratori con la promessa di tutti gli stipendi, per poi, dopo cinque minuti, cambiare idea».
Sempre dal versante sindacale, si dice pronta ad usare tutti i mezzi anche la Uil che annuncia: «Se entro tre giorni non ci dicono quando sarà installato il tavolo tecnico, agiremo di conseguenza». Dal fronte politico poi, sono intervenuti diversi esponenti dell'opposizione regionale. «La Regione perde tempo - ha detto Silvio Paolucci, segretario regionale Pd - ci sono famiglie sul lastrico. E' ora di pensare ad una legge ad hoc per risolvere questo dramma». I consiglieri regionali Maurizio Acerbo, Rifondazione Comunista, e Antonio Saia, PdCI, chiedono, infine, «di revocare l'accreditamento al Gruppo Villa Pini e trasferire tutte le attività ai numerosi Ospedali e Presidi pubblici, in carenza di personale, riassorbendo tutto i dipendenti di Villa Pini». «Villa Pini- concludono- svolge un servizio pubblico, per questo deve sottostare a tutte le regole di efficienza e trasparenza».
E a sostegno dei dipendenti scenderà in campo Bonanni.
A sostegno dei lavoratori di Villa Pini scenderà in campo anche il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni. L'arrivo del leader è previsto per sabato. Questo almeno l'intento dei responsabili della Cisl abruzzese, Maurizio Spina, segretario regionale, e Vincenzo Traniello del comparto sanitario. La volontà di allargare i confini di una vertenza regionale a livello nazionale è un chiaro intento dei dirigenti abruzzesi della Cisl che in queste ultime ore stanno mettendo a punto il programma. «Non è giusto abbandonare i lavoratori - dice Traniello - per questo abbiamo coinvolto i vertici nazionali. Non ci arrenderemo senza arrivare a una soluzione giusta per chi lavora».Appuntamento per sabato