I pullman viaggiano semivuoti, a giro le classi sono dimezzate, soprattutto alle materne: a Città Sant'Angelo è scattata l'allerta tra i genitori, dopo i primi casi accertati di influenza A. Due, dicono i dati ufficiali; con ogni probabilità di più, se si considera che i sintomi della suina sono confondibili con quelli dell'influenza stagionale, che il brusco calo delle temperature delle scorse settimane ha svegliato. E non tutti si affidano alla prova del tampone. «E' indubbio che a Città Sant'Angelo ci siano diversi casi di influenza da virus A/H1N1 - dice il medico di famiglia Emidio Perazzetti, rappresentante della medicina di gruppo -. Ma non c'è nessun allarme, perché è curabile come una normale influenza stagionale». In arrivo da nord, superato il focolaio di Città Sant'Angelo, il picco nel Pescarese dovrebbe esserci entro le prossime settimane. «Ci sarà a breve - dice il dottor Emilio Sodano, direttore del distretto sanitario - ed è presumibile che si propaghi da nord a sud. Ma la situazione è sotto controllo, il virus è meno pericoloso di quanto previsto». Nessun provvedimento di emergenza, dunque: le scuole a Città Sant'Angelo resteranno aperte. I due casi, accertati la scorsa settimana, riguardano due piccoli della scuola d'infanzia privata di via Santa Chiara. «Il decorso dell'influenza non ha creato nessun problema - dice la dottoressa del consultorio Daniela Falone -: per i due bambini non è stato necessario neppure il ricovero. Per gli altri casi, spesso si tratta di influenza stagionale».
Cura a base di antinfiammatori, per superare la fase acuta dei primi giorni di febbre. «Se la temperatura non dovesse scendere o dovessero subentrare complicazioni, è necessario rivolgersi al medico», dice la dottoressa Falone. «L'influenza è temibile per chi già soffre di patologie - spiega il dottor Perazzetti -, mentre i più esposti al contagio sono i giovani, che non hanno mai contratto virus appartenenti a questo ceppo. Nelle scuole, i dirigenti devono segnalare l'eventuale alto numero di assenze alla Asl e, quale misura cautelativa, è consigliabile che i genitori rimandino i figli in classe dopo le 72-90 ore senza febbre, per essere certi della guarigione». Perché, «rispetto a una normale influenza, la A è più contagiosa», dice il dottor Sodano. «Non mi risulta ci sia nessun caso nelle materne ed elementari - dice la dirigente del circolo didattico Petronilla Chiola -, ma c'è un alto livello di vigilanza da parte dei genitori, che preferiscono tenere i figli a casa anche in caso di tosse e raffreddore. Ci sono assenze medie del 20% alle elementari, di più alle materne, tanto che a turno alcune classi sono dimezzate». Viaggiano semivuoti i pullman, con un brusco calo di presenze soprattutto alle materne private di via Santa Chiara, perché la paura corre nel tam tam tra i genitori. E c'è stata anche qualche mamma che ha chiesto di chiudere le scuole ora per poi restare aperti a Carnevale. «Si sta creando una pandemia psicologica, insieme a quella da influenza A - dice il sindaco Gabriele Florindi-. Ricevo decine di telefonate al giorno, oltre alle mail di genitori preoccupati, che continuo a rassicurare: sono costantemente in contatto con il distretto sanitario e la situazione è sotto controllo. Il decorso è quello di una normale influenza». Restano le solite raccomandazioni: lavarsi le mani, utilizzare e gettare fazzolettini di carta, mentre il vaccino in questa fase è per le categorie a rischio. «La farmacia comunale ha provveduto a dotare le scuole di disinfettanti e saponi», spiega il sindaco.