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Pescara, 26/04/2026
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Data: 31/10/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sospiri pronto a dimettersi da capogruppo. Giallo nel Pdl dopo le nomine dei dirigenti. La versione ufficiale: «E' solo troppo lavoro»

Raccontano che in mattinata avesse espresso forte contrarietà sulle nomine dei dirigenti della nuova macrostruttura del Comune: scelte che il sindaco Albore Mascia avrebbe fatto valutando più i meriti e le capacità che non i trascorsi politici dei candidati. fatto è che nella nuova mappa dei capi a Palazzo di città ci sono molti ex dalfonsiani e questo, raccontano sempre nei corridoi, a Lorenzo Sospiri non è andato giù. Al punto che l'amarezza della mattina è cresciuta fino a sfociare nell'arrabbiatura che in serata l'ha spinto a minacciare le dimissioni da capogruppo in Consiglio comunale. Lui, che in mattinata aveva smentito contrarietà sulle nomine dei dirigenti («nessuna divergenza abbiamo scelto figure capaci» aveva detto), in serata ha confermato di pensare alle dimissioni da capogruppo per tutt'altre ragioni: «Sono stressato dal troppo lavoro, sono anche coordinatore provinciale e non ce la faccio a organizzare il partito come vorrei, per cui sto pensando di rinunciare al ruolo di capogruppo. E' tutto qui, niente di più. L'ultima parola spetta al sindaco».
Apriti cielo. Nel Pdl la tensione è salita altissima, anche perchè secondo le voci rimbalzate nel tam tam Sospiri aveva minacciato di mandare per aria la coalizione, insomma di combinare un macello dalle conseguenze inimmaginabili e tanto è bastato ad allarmare gli assessori. Un bel pasticcio alla vigilia della convention di questa mattina: alle 10 in aula consiliare proprio Sospiri dovrà condurre l'assemblea territoriale del pdl aperta a dirigenti, eletti, militanti ed elettori. Ovvero può essere l'occasione giusta per un chiarimento. Certi mal di pancia sono anche condizionati dalle incursioni di Giuliante in area pescarese (che trovano ascolto, se è vero che Antonelli è tra coloro che si stanno riposizionando) e che Sospiri si ritrova ad affrontare in un gioco di equilibri sempre più delicato: per lui e per il sindaco. Quanto alla macrostruttura, per molti è cambiato poco o nulla, per alcuni tutto. La rivoluzione c'è stata ai Lavori pubblici: Pierpaolo Pescara, dirigente con D'Alfonso e oggi funzionario, non ha avuto la conduzione di un servizio; così come, ma qui la politica c'entra meno e dunque si comprende anche meno la scelta, è stato silurato l'ingegner Giuliano Rossi, serio e preparato, al quale erano affidati progetti di opere decisive per la città. Le conseguenze, leggi le difficoltà, ricadranno sulle spalle del dirigente ai Lavori pubblici Antonio Biase. Il servizio Pue e programmi complessi sarà diretto da Nella Di Berardino, incarico cui sembrava fosse destinato Dante Farchione, il quale s'è invece ritrovato alla Progettazione esecuzione collaudo, in poche parole al posto dell'ingegner Rossi. Scelta sorprendente quasi quanto l'esclusione di Andreina Visini dall'Economato.

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