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Data: 31/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Metalmeccanici, Epifani approva la Fiom. Sì dei cinquemila delegati: dopo il contratto separato addio a Fim e Uilm

BOLOGNA. I rapporti fra i tre sindacati confederali, proprio nel momento in cui la crisi fa sentire i suoi effetti più drammatici per l'occupazione, hanno toccato il loro punto più basso da decenni. Lo ammette con amarezza Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, che all'assemblea dei delegati Fiom a Bologna ha benedetto lo strappo della Fiom con Fim-Cisl e Uilm, le due sigle che hanno firmato un'intesa separata sul contratto e che non intendono sottoporla all'approvazione di tutti i metalmeccanici, fra i quali la Fiom è maggioritaria.
La Fiom si mobilita dal 9 al 13 novembre e venerdì manifesterà a Bergamo durante l'assemblea dei delegati Fim e Uilm con Bonanni e Angeletti. Proprio lì si consumerà la spaccatura fra Cgil e Cisl-Uil a causa del modello contrattuale, di cui l'intesa con Federmeccanica è diretta conseguenza. «Questa vicenda dei metalmeccanici - spiega Epifani - avviene al di fuori di regole condivise». Fim e Uilm «fanno una cosa che non avevano mai fatto». Il leader Cgil si schiera senza esitazioni a fianco della Fiom, la categoria con cui ha avuto un dibattito acceso, con differenze spesso fondate sulla strenua difesa, da parte dei metalmeccanici, del contratto nazionale come centrale. A guidare la protesta è Gianni Rinaldini, leader Fiom, che a Bologna ha riunito 5mila delegati che gli hanno detto sì. «Con quell'accordo - dice Rinaldini - Fim e Uilm hanno disdetto un contratto approvato dal 75% dei lavoratori. E' un sopruso che toglie ai lavoratori voce e dignità. Non si illudano che noi possiamo rientrare in questo contratto, perchè noi questo modello contrattuale vogliamo farlo saltare. Si devono convocare, in trasparenza, assemblee in tutte le fabbriche e lanceremo una raccolta di firme fra i delegati per chiedere il referendum di tutti i lavoratori. Stavolta ci vogliono far fuori sul serio, ma in questa lotta abbiamo al nostro fianco la Cgil». Ormai parlare di rapporti unitari è «pura ipocrisia». Il primo effetto sarà la disdetta del patto di solidarietà per le elezioni delle Rsu, che fin qui ha consentito a Fim e Uilm di avere delegati anche dove hanno un numero irrisorio di iscritti. L'assemblea dei delegati ha approvato un documento che definisce «illegittima» l'intesa raggiunta e diffida le controparti dall'applicarla «per tutelare il Contratto nazionale in vigore, che scade alla fine del 2011».

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