AVEZZANO - E' successo il finimondo ieri sulla Tiburtina Valeria, poco prima delle 8. Una trentina di studenti in viaggio su un pullman dell'Arpa sono rimasti feriti, anche se in maniera non grave, per un tamponamento con un altro pullman della stessa società. Più gravi sono le condizioni di salute del conducente del mezzo che ha tamponato: è rimasto incastrato tra le lamiere ed ora è ricoverato nell'ospedale di Avezzano dove sono stati medicati, comunque, tutti i feriti. L'incidente, secondo i rilievi di polizia stradale e carabinieri, sarebbe stato causato da un'autovettura che improvvisamente ha ostacolato il pullman dell'Arpa che trasportava pendolari e studenti dai paesi della Valle del Giovenco e che dovevano entrare a scuola per frequentare le lezioni. Ma procediamo con ordine: siamo al chilometro 126 della Tiburtina, sotto Celano, sul rettilineo che porta a Paterno. Uno dei due pullman, quello che andava avanti rallenta per permettere ad una vettura privata di deviare verso destra imboccando una strada secondaria. L'altro mezzo non riesce a frenare e finisce contro il primo. Ovviamente l'autista ne rimane gravemente ferito ma gli studenti che viaggiano in piedi vengono proiettati in avanti. «Mi sono sentito trascinato per il collo verso il vetro anteriore - racconta G - sedici anni, studente delle superiori - e, vi devo dire sinceramente me l'aspettavo. Viaggiamo male, assiepati, in piedi». Dopodiché l'inferno. Polizia, carabinieri, vigili del fuoco con le fiamme ossidriche e ambulanze che fanno la spola col pronto soccorso. «Ero presente e ho dato una mano - racconta Giuseppe Rabitti, primario a riposo di medicina, professore e giornalista dei medici cattolici - il pronto soccorso è diventato un'enorme sala d'aspetto dove ognuno cercava di barcamenarsi. Un'emergenza che ha fatto vedere quanto siamo fragili. E dire che qualche anno fa presentai un esposto alla Procura della repubblica a mia firma sulla situazione del Pronto soccorso. La sala d'aspetto del quale è un corridoio buio. Mai nessuno mi ha chiamato mai nessuno ha sentito la mia opinione e tutto è morto lì». Speriamo che morta resti solo la protesta...