Opere pubbliche. Ci vorrano ancora almeno tre giorni per ultimare le verifiche sulla struttura poi arriverà anche il professor Siviero che effettuerà il collaudo definitivo
Antonio Fragassi C'era fermento sul Ponte del mare, ieri mattina, ma stavolta non si trattava di invasioni di campo, com'era accaudto domenica scorsa, con la "passeggiata" fuori ordinanza di alcune decine di cittadini. Stavolta era tutto in regola perché le persone intraviste da lontano sul Ponte della "discordia" erano i tecnici inviati dall'Università di Trento, su incarico della Mospeca (ditta appaltatrice dei lavori) ad effettuare le prime verifiche, operazioni che richiederanno ancora tre giorni per essere completate e prima di lasciare spazio al professor Enzo Siviero, il collaudatore ufficiale dell'opera, che arriverà a Pescara entro la prossima settimana. Si lavora alacremente, ma ci sono fondati dubbi sul rispetto dei tempi per l'inaugurazione: il sindaco, appena sei giorni fa, aveva garantito che il Ponte del mare sarebbe stato "aperto" alla città l'8 dicembre, ma di questo passo è molto probabile che i tempi siano destinati ad allungarsi, come la teoria di polemiche che, ne siamo certi, seguiranno nei prossimi giorni. Fino a quando il Comune non avrà tutte le certificazioni, il Ponte non potrà essere riconsegnato all'Amministrazione comunale. Fra l'altro, manca anche la data certa sull'inizio della terza e ultima fase di collaudi. Nel frattempo, gli uffici comunali stanno completando gli accertamenti in merito ai pagamenti che il Comune deve ancora eseguire nei confronti delle due ditte che hanno realizzato l'opera (1 milione 400mila euro) e relativamente alle somme che deve percepire dai privati. «Questa è una realtà - ha commentato il sindaco Luigi Albore Mascia - che purtroppo supera le polemiche inutili e gli sterili polveroni di un centrosinistra che pure tenta di nascondere gli errori commessi sul Ponte lanciando un'esca sull'ex Cofa, una struttura di proprietà della Regione, con la quale la nostra Amministrazione comunale ha aperto un dialogo che riguarderà la futura riorganizzazione di tutta la riviera sud, che Pescara ha atteso per sei anni e che pure il passato governo ha pensato potesse ridursi al rifacimento di soli 500 metri di strade e marciapiedi».