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Pescara, 26/04/2026
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Data: 01/11/2009
Testata giornalistica: Il Centro
La guerra delle poltrone. Di Biase, Teodoro, Masci e ora Sospiri: le grane di Mascia

Le nomine dei dirigenti che agitano la maggioranza

PESCARA. «Lorenzo Sospiri è una persona preziosa, che dà un contributo al miglioramento della vita politica e spero che resti con noi. Torna la crisi a causa delle poltrone? No, non credo e poi non amo confrontarmi su idee negative».
Due settimane fa, Carlo Masci, consigliere comunale di Pescara futura, l'«anima civica del Popolo della libertà», come ama definirsi, era stato l'artefice dei primi scricchiolii all'interno della maggioranza inaugurando una cesura con il periodo estivo: la stagione delle emergenze, degli interventi straordinari sulle strade, delle anatre morte nel laghetto della pineta D'Avalos, i problemi affrontati in maniera coesa dalla neonata amministrazione. La stessa che, nel frattempo, chiedeva tempo, un periodo di assestamento, la sospensione del giudizio almeno fino alla fase della progettualità arrivata adesso con l'autunno e con le prime decisioni, quella di dar vita alla macrostruttura del Comune.
«I dirigenti sono la base», aveva detto qualcuno, «senza di loro un progetto non può nascere. I dirigenti sono il motore, la macchina amministrativa». Tecnici, professionisti che costruiscono l'idea, che la rendono realizzabile ma che, quando è arrivato il tempo di sceglierli e di nominarli, hanno aperto le prime falle nell'amministrazione: scontri sui nomi, promesse non mantenute, giacchette tirate per un nome al posto di un altro.
In quest'autunno, il primo a sbottare è stato Carlo Masci che, nel giro di due giorni, il 14 e il 15 ottobre, si è infuriato, ha litigato e si è accordato sul nome dell'architetto Michele Lepore, stimato professionista, docente universitario, che dopo la sfuriata dell'«anima del territorio» è stato scelto come consulente tecnico esterno. L'ultimo squarcio l'ha aperto venerdì scorso Lorenzo Sospiri che ha presentato le dimissioni da capogruppo del Pdl dicendo: «E' vero che non condivido la scelta del dirigente Emilia Fino, ma voglio lasciare perché gli altri incarichi che ricopro, come consigliere regionale e presidente provinciale del Pdl, non mi consentono di dedicarmi pienamente al ruolo di responsabile di gruppo consiliare». Oggi, il sindaco Luigi Albore Mascia, conferma la fiducia all'«amico Sospiri. Capisco i momenti di stanchezza», dice, «ma lo invito a soprassedere».
Masci e Sospiri, la lista civica e il grande partito, i due politici che si scambiano complimenti- «per capirci non dobbiamo neanche parlarci», aveva detto Sospriri- «politico prezioso», dice oggi Masci- incappati nello stesso percorso, quello di incrinare la maggioranza per le poltrone. Nel Pdl si parla di crisi rientrata; nel Pd, il segretario Gianluca Fusilli, si gode lo spettacolo della «festosa maggioranza che il 7 giugno ha brindato al nuovo sindaco e che in 150 giorni è arrivata allo scontro frontale».
Centocinquanta giorni di cammino e quattro grane: Licio Di Biase e Gianni Teodoro nei primi giorni di lavoro e ora Masci e Sospiri. Sempre poltrone, infuriate e accordi: era metà giugno quando l'Udc pretendeva la presidenza del consiglio e Teodoro il posto da vice sindaco. Accontentato il primo e parzialmente soddisfatto il secondo con un'intesa in extremis, l'assesorato pesante, quello ai Lavori Pubblici e alla Polizia municipale con cui avrebbe voluto far valere un suo uomo, il comandante dei vigili urbani Giuseppe Chincoli che andrà in pensione.
Teodoro soddisfato, invece, in questo giro autunnale di poltrone, per Antonio Biase, nominato dirigente ai lavori pubblici, al posto del dalfonsiano Pierpaolo Pescara. Eppure, è ancora Gianni Teodoro, che potrebbe riprire una ferita nella maggioranza, archiviando le poltrone e tornando alla ribalta sul programma delle opere pubbliche che intanto, ieri, non è stato approvato dalla giunta. La sua proposta, il tunnel sott'acqua che dovrebbe collegare le due riviere, scompagina ancora la maggioranza.

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