ROMA. La soppressione dell'Irap costerebbe allo Stato circa l'8,4% delle entrate tributarie, un valore pari al 33,7% della spesa per la sanità delle Regioni: è quanto emerge da uno studio della Uil secondo il quale il gettito Irap, tributo incassato dallo Stato e poi trasferito alle Regioni, sarà quest'anno di 36,8 miliardi e coprirà un terzo dei 109,3 miliardi di spesa sanitaria previsti per quest'anno. Nel complesso lo Stato dovrebbe incassare l'anno prossimo, compreso l'Irap, 440 miliardi di entrate tributarie. L'eventuale abolizione dell'imposta - avverte la Uil - metterebbe a rischio la tenuta del sistema sanitario pubblico.
Inoltre, dal momento che l'Irap è una tassa regionale, «la sua eventuale abolizione metterebbe a rischio i conti dei bilanci delle Regioni e, in particolare, di quelle alle prese con l'extra deficit sanitario (Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Sicilia, dove per il ripiano sono scattate ai livelli massimi le aliquote delle addizionali Irpef e dell'Irap)». Quindi, avverte la Uil, «appare scontato che l'eventuale eliminazione dell'Irap dovrà essere compensata dall'introduzione di altre imposte o da tagli consistenti della spesa pubblica compresa quella destinata ai servizi, con il rischio di non garantire i livelli essenziali di assistenza». A giudizio della Uil, quindi, «sono da evitare fughe in avanti parlando di superamento dell'Irap prima di applicare, in maniera trasparente e socialmente sostenibile, il fisco federale». Tornando alle cifre, lo studio della Uil mette in evidenza come l'Irap sia fondamentale per la copertura della spesa sanitaria soprattutto al Nord, dove si spendono in totale 51,1 miliardi di euro, per il 40% garantiti dal gettito dell'imposta. La Regione dove il rapporto è più alto è il Friuli Venezia Giulia (81,8%), mentre in Lombardia si registra il gettito Irap maggiore con 8,6 miliardi di euro (48,4% sul totale della spesa sanitaria). Al Centro, invece, la spesa totale di 23 miliardi è'foraggiata' dall'Irap per il 37,2%. Nel Mezzogiorno, infine, l'apporto dell'imposta è molto più basso e pari solo al 22,2% della spesa sanitaria (35,2 miliardi di euro).
Per la Cgia di Mestre, il peso dell'Irap grava soprattutto sulle grandi imprese. Ecco i dati: il 78% del gettito Irap è in capo alle società di capitali (che includono però anche le banche e le assicurazioni), un altro 12% circa grava sulle persone fisiche e il rimanete 10% circa sulle società di persone. Le società di capitali non sono tutte grandi imprese, ma secondo la Cgia è indubbio che la maggior parte del gettito proveniente da questa imposta è sulle spalle delle grandi imprese.
«Dalla lettura di queste cifre - dichiara il segretario degli artigiani di Mestre Giuseppe Bortolussi - si capisce benissimo per quale motivo gli industriali ne chiedono un forte ridimensionamento. L'imposta grava soprattutto su di loro. Ma attenzione, un'eventuale modifica dell'Irap, vista l'assenza di una sufficiente copertura finanziaria, potrebbe comportare una diversa ripartizione del gettito a danno di chi adesso paga meno. Ovvero, le piccole e micro imprese».