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Pescara, 26/04/2026
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Data: 03/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Via libera alle grandi opere. Sospiri ritira le dimissioni. Ma con il sindaco affiora la competizione per la Camera

Si è fatto pregare dal sindaco, prima nei bisbigli durante il discorso di Gasparri al Premio Borsellino, poi in un lungo colloquio del primo pomeriggio. In serata si è fatto corteggiare anche da consiglieri e assessori. Alla fine, a furor di popolo, Lorenzo Sospiri ha ritirato le dimissioni da capogruppo del Pdl: farà i salti mortali, dice, per conciliare tutti gli impegni politici, tanto il problema non era la mancanza di tempo. Da Albore Mascia, il numero uno del partito ha avuto tutte le garanzie richieste su nomine e grandi opere, il vero terreno dello scontro. E dal gruppo consiliare ha ottenuto il via libera a due operazioni strategiche per aumentare la presa dell'"azionista di riferimento" sulla giunta comunale: un ufficio di presidenza del gruppo e la federazione delle delegazioni di Pdl e Pescara-futura. Un congegno che dovrebbe moltiplicare la visibilità del partito, riducendo al tempo stesso le tensioni nella coalizione.
Nel merito, Luigi Albore Mascia, che ha occupato la prima parte del pomeriggio a respingere le accuse dell'opposizione liquidando la rissa di questi giorni come «normale dialettica», ha dovuto promettere un'accelerazione su questioni strategiche come riqualificazione delle riviere, aree di risulta, porto, aeroporto, nuovo ponte, ma anche lavori pubblici più ordinari, come via Raffaello, via Bovio, mercati coperti. Tutti capitoli previsti dal piano triennale esaminato ieri dal gruppo, prima della discussione in giunta prevista per giovedì, ma ancor prima nel programma elettorale del partito delle libertà, come Sospiri ha ricordato al sindaco.
Morale, in serata Sospiri annuncia: «Resto. Per continuare a gestire insieme la delicata fase che stiamo vivendo, durante la quale sarà nostro compito traghettare Pescara dai sei anni bui in cui era precipitata verso una luce nuova di rinascita e di ripresa economica».
Pace? Piuttosto una tregua. A gettare ombre sul rapporto resta non soltanto l'irritazione di Sospiri per il decollo morbido dell'amministrazione Mascia: sono le rotte personali dei due uomini forti del Pdl a rischiare improvvisamente di entrare in collisione. Potrebbe accadere a fine anno, se le alchimie romane riusciranno a resuscitare il vecchio progetto di nominare Giovanni Dell'Elce a capo dell'Authority per l'energia, per il quale c'era già stato un via libera del consiglio dei ministri. Le dimissioni dell'ex leader azzurro aprirebbero a Lorenzo Sospiri, primo dei non eletti, le porte della Camera. Con la benedizione del presidente dell'assemblea di Montecitorio, Gianfranco Fini, che ha descritto questo scenario al giovane Sospiri durante l'incontro a Roma del 30 settembre, presente il sindaco Luigi Albore Mascia. E' chiaro che con tre anni di rodaggio alle spalle la conferma di Sospiri nel 2013 sarebbe praticamente scontata. Le prossime politiche, però, sono anche la scadenza alla quale pensa Albore Mascia per coronare la sua esperienza politica, dopo la guida dell'amministrazione comunale. Due big di origine An da piazzare nei posti blindati rappresentano però una condizione impossibile per qualsiasi Cencelli, a voler considerare sia il dosaggio tra ex An e ex azzurri, sia gli equilibri territoriali. Senza contare la personale ambizione di Pastore a rimanere il parlamentare di riferimento della città. Così la linea di miele del Pdl si è trasformata improvvisamente in un incubo.

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