PESCARA. Niente tregua nel Pdl sulla disputa innescata dalla frase «travisata» del senatore Filippo Piccone su «Pescara capoluogo» a danno dell'Aquila. Frase che nella versione corretta di Piccone è «Pescara capoluogo economico». Ieri lo scontro tra chi contesta Piccone e chi lo difende ha coinvolto l'intero partito.
«Filippo Piccone mente sapendo di mentire. Lo fa spudoratamente e con un'arroganza degna di miglior causa», dice Gianfranco Giuliante capogruppo regionale che ha subito contestato Piccone durante il suo intervento tenuto a Pescara. Giuliante finito nel mirino del senatore di Celano si ribella. «Il Bokassa di Celano», scrive Giuliante, «annuncia la destituzione dello scrivente, esautorando il gruppo consiliare regionale del Pdl e facendo financo filtrare l'indicazione del successore». Giuliante a suo volta è contestato da alcuni consiglieri e dai senatori Andrea Pastore e Paolo Tancredi che difendono Piccone. ««I toni utilizzati da Giuliante sono inaccettabili che persevera ancora in una polemica strumentale in cui si fatica persino a capire quale sia l'oggetto del contendere», dice Tancredi. «Polemiche che hanno superato ogni limite», tuona Pastore, «i chiarimenti di Piccone sono attendibili».
Il consigliere regionale Luca Ricciuti rilancia: «Non vogliamo che ci siano assolutamente polemiche come quelle ingenerate da Giuliante che fanno male al Pdl. Una discussione sterile su cose mai pronunciate da Piccone». E ancora i consiglieri regionali Angelo Di Paolo, Antonio Del Corvo e Walter Di Bastiano, fanno sapere «siamo stufi delle affermazioni farneticanti di Giuliante che cerca di alimentare un dibattito inesistente tutto a danno del partito. Le sue dichiarazioni sono basate su cose mai pronunciate dal senatore Piccone, al solo fine di alimentare confusione». Infine, il consigliere regionale Angelo Prospero, esprimere solidarietà a Piccone.