Trenitalia cambia gli orari dei treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia, ma non tiene conto dei tagli di Rfi
sulla flotta presente nello Stretto. E dal prossimo 13 dicembre, quando entrerà in vigore il nuovo orario
ferroviario di Trenitalia che non prende in considerazione la soppressione della terza nave deciso l'estate
scorsa da Rfi, i passeggeri dovranno fare i conti con ulteriori disagi. Nelle intenzioni di Rfi, la controllata del
Gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce la rete ferroviaria ed il trasporto marittimo, il taglio dei collegamenti
diretti tra Civitavecchia e la Sardegna potrà essere sostituito con l'utilizzo periodico, probabilmente una
settimana al mese, della terza nave in forze fino a metà giugno nello Stretto e da oltre quattro mesi messa a
riposo e tenuta a disposizione solo per le emergenze. A leggere la bozza del nuovo orario di Trenitalia, l'altra
controllata della holding che cura invece il trasporto di merci e passeggeri, è evidente che l'azienda non
prende in considerazione questo taglio, visto che si è limitata a recuperare l'orario in vigore fino all'anno
scorso, quando i collegamenti sullo Stretto erano garantiti, anche se con difficoltà, da tre navi. «Si tratta di
una situazione paradossale», commenta Michele Barresi, segretario aziendale della Fit Cisl per il settore
ferroviario. «Da un lato i passeggeri ed il personale devono fare i conti con un'offerta sempre più scadente,
che prevede treni obsoleti, una rete fatiscente (almeno al Meridione e soprattutto in Sicilia), servizi di pulizia
di bassissimo livello ed un rischio costante in materia di sicurezza. Dall'altra, abbiamo due società che fanno
parte di una stessa holding che non comunicano tra loro, con il risultato che l'orario che entrerà in vigore il 13
dicembre prossimo si scontrerà con la mancanza di mezzi della flotta sullo Stretto», ha aggiunto l'esponente
della Cisl. Stando ai dati in possesso del sindacato, anche se apparentemente Trenitalia non avrebbe
diminuito il numero dei treni, in realtà avrebbe tagliato il numero delle carrozze che li compongono. «Tutti i
treni che viaggiano di notte», spiega Tonino Genovese, segretario Generale della Cisl di Messina- sia vagoni
letto che cuccette in partenza ed in arrivo in Sicilia, dal prossimo orario saranno decurtati di una o più vetture
rispetto al numero attuale, con una diminuzione media nell'offerta di cento posti a sedere per ciascun treno».
Ed i numeri parlano chiaro anche quando si confronta l'orario dell'anno scorso con quello che entrerà in
vigore tra meno di sei settimane: in solo un anno sono stati eliminati molti treni con vagoni letto e cuccette
nelle tratte Siracusa-Milano e Palermo-Roma, con un taglio medio di oltre 250 posti a treno tra quelli riservati
ai passeggeri siciliani. «In sostanza», aggiunge ancora Genovese, «Trenitalia riserva per la Sicilia solo piccoli
trenini di capienza limitata, dando un'ulteriore dimostrazione del progressivo abbandono del trasporto
ferroviario a lunga percorrenza nell'Isola". Dura anche la presa di posizione del deputato Pdl Enzo Garofalo,
ex presidente dell'Autorità Portuale di Messina e componente della Commissione Trasporti della Camera, che
sottolinea come «al Nord ci sia uno scenario completamente diverso, visto che si parla di alta velocità e non
solo. Nel Meridione invece, si combatte quotidianamente con Intercity che Trenitalia sta per sopprimere, con
convogli che attualmente attraversano lo Stretto ma che avranno vita breve e con treni sporchi, poco sicuri e
obsoleti».