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Pescara, 28/04/2026
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Data: 05/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Gli appalti di D'Alfonso. L'udienza il 22 dicembre. L'ex sindaco del Pd rischia il rinvio a giudizio

Sarà una vigilia di Natale poco piacevole per l'ex sindaco Luciano D'Alfonso e per gli altri 25 coindagati dell'inchiesta "Housework". Il gup Guido Campli ha infatti fissato la data per l'udienza preliminare al 22 dicembre prossimo. Stiamo parlando dell'inchiesta del pm Gennaro Varone, quella sui lavori pubblici che comprende i filoni della gara di appalto dell'area di risulta della vecchia stazione ferroviaria, dei cimiteri e quello sulla pubblicità istituzionale. I 26 indagati dovranno rispondere, ognuno a vario titolo, di reati quali concussione e corruzione, tentata concussione, peculato, falso ideologico, truffa, finanziamento illecito dei partiti, appropriazione indebita, turbata libertà degli incanti, abuso d'ufficio e favoreggiamento. Fra i 26 indagati, oltre all'ex primo cittadino, arrestato il 15 dicembre del 2008, proprio poche ore prima che si recasse in Comune per consegnare le sue dimissioni, figurano il suo braccio destro e dirigente Guido Dezio, Marco Molisani e Giampiero Leombroni (ex dirigente oggi alle dipendenze dell'imprenditore Carlo Toto), Luciano Di Biase, Marco Presutti, l'ex direttore generale del Comune, Antonio Dandolo, Piaerpaolo Pescara e Vincenzo Cirone, Fabrizio Paolini, tutti accusati di associazione per delinquere. E ancora grossi imprenditori come appunto Carlo Toto e poi Alfonso Toto, Massimo De Cesaris, Rosario Cardinale ed altri ancora.
E sempre per il 22 dicembre prossimo è stata fissata l'udienza per altri tre personaggi che viaggiano a parte, con un altro procedimento: si tratta di Luigi Lagonigro, impiegato comunale dell'anagrafe, e di Loredana Troiano e Vincenzo Di Giamberardino. E' l'indagine che ha poi dato il via all'inchiesta su D'Alfonso. I tre indagati sono accusati di peculato: Di Giamberardino avrebbe istigato ed ottenuto, tramite la Troiano, che Lagonigro stampasse in ufficio i 250 certificati in esenzione da bollo che dovevano servire per attività di tesseramento politico.

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