Il sindacato contesta anche il silenzio di Confindustria per gli errori che hanno prodotto una concorrenza sleale
PESCARA. Sempre più lavoratori precari nel mondo dei call center. La Cgil Abruzzo lancia l'allarme sulla situazione in cui versano i lavoratori dei call center abruzzesi, passati, nel giro di poco tempo, dall'avere contratti a tempo determinato e, in alcuni casi, anche indeterminato a contratti a progetto: in totale i lavoratori precari del settore in regione sono, ad oggi, circa duemila. Il segretario regionale del sindacato, Gianni Di Cesare sottolinea che la situazione in Abruzzo era già negativa rispetto a quella registrata in altre regioni di Italia, e che ora, «con l'ultima circolare del governo, sta addirittura peggiorando».
Il sindacato denuncia anche come i contratti hanno subito un decadimento sia nel ruolo che nelle retribuzioni. «I precari», osserva Di Cesare, «sono diventati ancora più precari, trascinando in questa condizione anche i pochissimi lavoratori a tempo indeterminato».
Per Di Cesare non si tratta di una vertenza qualunque, «ma è un problema molto serio per l'Abruzzo, che va posto fortemente sotto controllo».
Il sindacato fa sapere che non rimarrà a guadare e lancerà una serie di iniziative per ripristinare alcune regole.
Per questo, la Cgil chiede all'Ispettorato del lavoro di verificare quanto sta accadendo e alla Regione di aprire sulla vicenda un tavolo di verifica. Un appello viene rivolto anche a Confindustria affinché riprenda un dialogo con la Cgil e con le altre organizzazioni sindacali.
L'analisi della Cgil però si estende anche alle associazioni di categoria degli industriali, chiamando in causa Confindustria e sollecitando maggiori attenzioni al rispetto delle regole di impresa e di concorrenza.
«Confindustria, secondo noi», afferma Di Cesare, «negli anni ha fatto degli errori clamorosi, che oggi stanno producendo concorrenza sleale anche all'interno delle proprie aziende. E, dunque, riteniamo che debba tornare sui propri passi». Le vertenze del mondo dei call center e più in generale del mondo del lavoro (in Abruzzo sono stati persi nel 2009, oltre 32 mila posti) sono ora al centro di una serie di iniziative di protesta promosse dalla Cgil.
Ad annunciarlo è il segretario Gianni Di Cesare che ieri ha annunciato che il sindacato sta organizzando due manifestazioni sui problemi del lavoro. La prima, di carattere nazionale, si svolgerà il 14 novembre a Roma; l'altra, invece, regionale, si terrà il 28 novembre a Chieti.