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Pescara, 28/04/2026
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Data: 06/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Teodoro brandisce le dimissioni per salvare il tunnel tra le riviere. Aria di crisi, slitta a domani l'approvazione del piano triennale

Era pronto a restituire le deleghe da assessore e a mettere sul piatto le dimissioni dei suoi consiglieri, Pignoli e Di Noi, da vice presidente del consiglio comunale e da presidente della commissione commercio. Primo passo verso l'Aventino di tutto il gruppo dei Teddiboys. Uno strappo dal significato ben più pesante dei due voti in meno per la maggioranza di centrodestra. Il fatto è che il sindaco Albore Mascia ha incassato da Lista Teodoro voti decisivi per la vittoria al primo turno: una rottura così clamorosa a solo 150 giorni dalle elezioni lascerebbe una cicatrice insanabile. E' bastato quindi brandire il randello per una mezza giornata per dare uno sbocco alla crisi-lampo. Resta molto amaro in bocca allo stato maggiore del Pdl, che per iniziativa del numero due abruzzese Fabrizio Di Stefano si appresta a varare "regole di convivenza" per disinnescare le molte scollature tra le anime del partito. Regole, osserva Di Stefano, che Teodoro sarà tenuto ad osservare al pari di tutti, vestendo la divisa del Pdl almeno nel consiglio provinciale di Pescara. I termini della tregua: qualche concessione sul tunnel della discordia e 24 ore in più per riflettere, prima del sofferto varo del piano triennale delle opere pubbliche, spostato da ieri a domani, ufficialmente causa influenza dell'assessore ai lavori pubblici.
Altro che virus. I Teddiboys sono imbufaliti da quando, mercoledì sera, Massimiliano Pignoli ha sorpreso gli alleati in flagrante adulterio: il sindaco Albore Mascia, Carlo Masci e Lorenzo Sospiri in conclave nella stanza del primo cittadino per adattare la bozza del triennale alle ragioni della tregua siglata lunedì da Sospiri e Mascia. La visita imprevista ha scoperto i giochi. Ha scoperto, ad esempio, che il tunnel sotto il porto canale, la bandiera di Lista Teodoro, era stato appena cancellato. Ha scoperto che avevano preso altre strade anche gli investimenti faticosamente dirottati dall'assessorato di Gianni Teodoro verso una serie di opere per i quartieri: quei soldi serviranno invece per la riqualificazione del centro. Doppia vittoria per Masci, che nella nuova impalcatura amministrativa del Comune è riuscito a inserire il fidato dirigente Miky Lepore con la responsabilità dell'arredo urbano. Un ufficio che, per il peso professionale del titolare, assomiglia troppo a un assessorato-ombra ai lavori pubblici.
Era tesissimo il sindaco, quando alle 13,30 ha annunciato il rinvio della giunta comunale. Il chiarimento con Teodoro è stato raggiunto, faticosamente, nel pomeriggio da Sospiri, più che mai deciso a scongiurare la notizia della crisi nel giorno della visita di Gianfranco Fini a Pescara, per il premio Borsellino. Se il tunnel è questione di vita o di morte, se ne discuterà oggi in una nuova riunione politica, con Lista Teodoro seduta al tavolo a pieno titolo. La via di uscita è anteporre uno studio di fattibilità alla previsione dell'investimento. A Teodoro è bastato, per ora. Ma contro l'assessore ai lavori pubblici arrivano bordate anche dal fronte dell'opposizione. E' duro il giudizio del Pd sull'annunciato sfratto della scuola Michetti in via del Circuito, ufficialmente per consentire l'ampliamento della confinante caserma dei vigili, in previsione dell'armamento del corpo e della realizzazione di camere di sicurezza. Ieri, in commissione di vigilanza, il comandante Chincoli e altri funzionari del Comune hanno chiarito che armeria e celle saranno realizzate nell'area del comando, che sarà poi diviso dalla scuola da un muro di sicurezza: lavori finanziati da tempo per i quali si stanno preparando i contratti. Lo sfratto della scuola dovrebbe consentire la realizzazione di locali di servizio della caserma, docce, spogliatoi ecc. Decisione inammissibile per il Pd, in considerazione del fatto che tra breve la metà dei vigili in servizio verrà dislocata nei quartieri. Il Pd è pronto a cavalcare la protesta delle mamme, un'altra grana per l'assessore Teodoro.

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