PRIMA osservano, poi colpiscono. Salgono qualche fermata prima dei colleghi in divisa per tener d'occhio i movimenti sospetti. E, appostati di fianco all'obliteratrice, sono lì pronti a beccare in flagrante chi si precipita a timbrare quando, dalle porte, s'intravedono i loro soci in uniforme.
Quelli facilmente riconoscibili.
Loro, invece, sono i controllori in borghese che Atm sta sguinzagliando in città per far valere la linea dura contro chi sale sui mezzi pubblici senza biglietto. Pubblici ufficiali, come quelli in divisa, di cui l'azienda di trasporti si vuole servire sempre di più, riuniti in un nucleo creato ad hoc per abbassare l'evasione tariffaria che, su tram e autobus, si aggira intorno al 12 per cento, sette punti di troppo rispetto a una soglia ritenuta fisiologica che si ferma invece al 5. Una strategia già utilizzata in qualche specifica occasione dall'azienda di trasporti, ma su cui oggi si decide di puntare decisamente. A livello sindacale c'è chi la ritiene rischiosa: già non mancano aggressioni verbali e fisiche ai controllori, di per sé a rischio tanto da girare sempre in squadre da tre a sei, e che sarebbero ancora più esposti senza la tutela della divisa.
Nella battaglia anti-evasori la prima mossa di Atm è stata l'aumento di un terzo dei controllori, da 120 dell'anno scorso ai 180 di quest'anno. E di qui l'utilizzo crescente degli ispettori in borghese, che non sono in
numero fisso ma possono essere impiegati a discrezione dall'azienda, anche perché ogni controllore, spiega Atm, può operare indistintamente in divisa o in borghese. Ufficialmente fanno parte dell'"Attività supporto
clienti" come tutti gli altri controllori, con cui generalmente lavorano in team. Ma hanno un'altra tattica.
Salgono un po' di fermate prima, individuano i passeggeri sospetti che in quel tragitto non hanno visto obliterare e li multano di persona oppure li segnalano ai colleghi che verificano e, nel caso, fanno altrettanto.
Verbale salato, cento euro, che se si paga entro due mesi calano a 33 più uno per il biglietto. Ma gli uomini - e le donne - in borghese possono agire anche da soli: al passeggero stupito dal sentirsi chiedere «Biglietto, prego» da una persona qualsiasi, in abiti civili, rispondono esibendo il tesserino. «È una sperimentazione», s'è sentita dire una utente da un'ispettrice in camicetta bianca e gonnella infastidita dalle tante richieste di chiarimenti. Oltre ai controlli detti in gergo "in fase di scarico", cioè lo schieramento di controllori in divisa a tutte le porte di bus e tram, Atm rafforza dunque la lotta all'evasione ricorrendo alla strategia della sorpresa. E dire che già oggi le multe sono lievitate: dalle 100mila all'anno di otto anni fa si è arrivati a quota 1000 contravvenzioni al giorno, cioè più del triplo.
Idem per gli incassi. «Stiamo accontentando i milanesi che con lettere, e tramite i nostri sondaggi, ci chiedono più controlli sui mezzi contro gli evasori» dice Atm. I sindacati plaudono alla linea dura ma avvertono: «Siamo d'accordo sull'aumento dei controlli per recuperare mancati introiti che poi incidono sul bilancio - commenta Francesco Morisano, delegato della Filt-Cgil - ma è più sano impiegare lavoratori in
divisa per tutelarli da episodi spiacevoli e aggressioni»