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Pescara, 15/05/2026
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29/08/2006
Il Centro
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Partito democratico, il progetto non si ferma. Quercia divisa, la sinistra Ds assente in massa al dibattito della festa dell'Unità. Melilla, i primi segnali di "fuga"
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PESCARA. Il cantiere del Partito democratico non si ferma. Per i vertici locali dei Ds e della Margherita, raccolti ieri a Montesilvano per il dibattito che ha concluso la festa dell'Unità, l'unione dei partiti riformisti è una priorità, un percorso ormai avviato e senza possibilità di retromarcia. Di fronte a 200 dirigenti e amministratori dell'Ulivo accorsi per assistere al confronto fra la parlamentare diessina Marina Sereni ed il suo collega Dl, Lapo Pistelli, non sono arrivati quei segnali di fumo verso la sinistra interna della Quercia che ieri aveva riaperto le ostilità attaccando proprio l'organizzazione del dibattito. Un confronto «monocolore e antidemocratico», aveva accusato il coordinatore provinciale del Correntone Roberto Di Lodovico. Ieri, come annunciato, i principali esponenti della sinistra interna erano assenti. Ma il segretario della federazione, Massimo Sfamurri, minimizza: «Stiamo facendo quello che i Ds fanno in tutta Italia, con l'ascolto della società civile ed il confronto. Saranno prese solo successivamente le decisioni formali secondo il calendario stabilito a livello nazionale, ma non c'è stata alcuna forzatura. L'unità dei riformisti è una strada che ci chiedono gli elettori, e in Abruzzo - spiega - possono aderire anche altre forze come lo Sdi e l'Italia dei Valori, che hanno mostrato interesse al progetto». Non è un caso, hanno detto ieri dal palco della festa montesilvanese, che sia questo il territorio che l'Ulivo ha scelto per rilanciarsi in chiave locale. In questa zona, proprio fra Montesilvano, Penne, Città Sant'Angelo, sono nate le prime intese fra Dc e Pci, «accordi frutto della disperazione», ha ricordato l'ex sindaco della città ospitante Renzo Gallerati, «perché il pentapartito andava in tilt. Bisognava chiedere la deroga ai comitati provinciali dei due partiti ma in questo territorio è nato l'Ulivo». Ora qui si governa con ampie maggioranze, e la città è cambiata, come ha ricordato il segretario cittadino dei Ds Mirko Secone. Quanto basta per ripartire da qui, «dal bisogno di dare una risposta a chi ha scelto la lista dell'Ulivo ed al popolo delle primarie unendo le storie di due grandi partiti riformisti come Dc e Pci», ha sottolineato la deputata Pina Fasciani. Ora però si tratta di partire, perché la politica ha i suoi tempi e c'è bisogno di accelerare se davvero si vuole evitare che il progetto si sfarini. I due dirigenti nazionali di Ds e Margherita lo hanno ribadito più volte, anche cercando di sgombrare le nuvole che stazionano sui rapporti interni dei due partiti. I congressi, ha garantito Lapo Pistelli, «non saranno parate, saranno dibattiti seri e profondi e non semplici ratifiche di decisioni già prese: i partiti sceglieranno, pensando però anche ai 9 milioni di elettori che per motivi anagrafici non hanno fatto in tempo a votare i due grandi partiti popolari italiani». E Marina Sereni, che Fassino ha voluto nella segreteria del Botteghino, ha sottolineato l'esperienza nel gruppo dell'Ulivo «dove le decisioni si prendono all'unanimità o con maggioranze qualificate, e finora abbiamo garantito la tenuta del governo Prodi».
Melilla, i primi segnali di "fuga" Prove tecniche di dialogo a sinistra domani sera alla Festa di Liberazione di Villa de Riseis. In occasione della tappa pescarese della campagna per il quotidiano «il manifesto», che versa in una grave crisi finanziaria, si ritroveranno dirigenti di Ds, Rifondazione, Verdi, esponenti dei movimenti, sindacalisti. A chiamarli a raccolta sono stati il deputato del Prc Maurizio Acerbo ed il presidente del Consiglio comunale Gianni Melilla. Fra i firmatari dell'appello molti Ds, come la capogruppo al Comune Viola Arcuri, il consigliere Davide Pace, il portavoce della sinistra interna Roberto Di Lodovico, Oscar Buonamano dell'associazione «Per una nuova sinistra». Esponenti in disaccordo sulla formazione del Partito democratico e sulla gestione locale dei Ds, e che ritroveranno anche il segretario della Cgil Paolo Castellucci, che ha lasciato il partito di Fassino per percorrere la strada dell'unità a sinistra. Accanto a diversi dirigenti del Prc ci saranno inoltre il verde Damiani, l'esponente dei Girotondi Di Pasqua e Michele Meomartino della Rete Non violenta.
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