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Pescara, 28/04/2026
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Data: 07/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sequestrati attico, superattico e i quadri di Aracu «Sono il frutto delle tangenti di Angelini». E la procura chiude le indagini su Del Turco & c.

PESCARA - Attico e superattico e quattro quadri per un valore complessivo di circa 900 mila euro. E' quanto la procura ha sequestrato ieri mattina al parlamentare Sabatino Aracu nei cui confronti mercoledì scorso il gip Di Fine aveva rigettato la richiesta di arresto. Un provvedimento che arriva in contemporanea con la firma, da parte del pool della procura di Pescara, della chiusura delle indagini per lo scandalo della sanità. Un sequestro che il gip ha depositato lo stesso giorno del rigetto degli arresti per Aracu, accettando soltanto in parte la corposa richiesta avanzata dal pool per i beni del parlamentare del Pdl. Quando gli uomini della guardia di finanza ieri mattina sono andati in via Nicola Fabrizi per apporre i sigilli all'immobile, Aracu era a Roma e dalla capitale avrebbe poi dato istruzioni alle fiamme gialle per consegnare i quattro quadri che non erano custoditi in casa. Attico e superattico, secondo le indagini, sarebbero stati acquistati nell'aprile del 2005 e dunque secondo l'accusa in un periodo che coinciderebbe con le dazioni dell'imprenditore Vincenzo Angelini che confessò di avergli versato, in più tranche, una tangente di un milione di euro.
La posizione del parlamentare, ex coordinatore regionale di Forza Italia all'epoca dei fatti e dunque gran regista degli uomini del centrodestra coinvolti nello scandalo sanità, è stata l'ultima ad essere definita dal pool che ha aspettato proprio la decisione del gip prima di firmare l'avviso di conclusione delle indagini.
Aracu viene tratteggiato nel capo di imputazione in maniera precisa quale dominus dell'attività illecita: «Con Masciarelli e Domenici otteneva, con l'avallo del presidente Pace, il cui genero Trozzi era il vice presidente Fira, il pieno controllo del settore sanità della Regione Abruzzo grazie all'accentramento dei poteri in capo a Masciarelli e agli uomini Fira a lui facenti capo». E sì perché parliamo del governo di centrodestra che precedette quello di Del Turco: quello che certamente favorì in maniera sfacciata l'imprenditore Angelini, proprietario di Villa Pini e di altre strutture sanitarie. Aracu è talmente dentro al sistema, tanto da essere incluso nell'associazione per delinquere. Viene tirato in ballo anche nella prima cartolarizzazione denominata "Cartesio" e adottata dalla giunta Pace. Quella con la quale vennero cartolarizzati debiti risalenti agli esercizi 1995/2003 per 338 milioni di euro. Tutto per dare la possibilità alle case di cura private di ottenere pagamenti per prestazioni extra badge «fondati solo su autocertificazioni», «in modo da creare i presupposti per richiedere, pretendere, anche con minacce, ed ottenere il pagamento indebito di ingenti somme di denaro ai titolari delle case di cura private e in particolare ad Angelini in favore di Aracu, del presidente della giunta Pace, dell'assessore Domenico, nonché di gruppi ed esponenti dei partiti politici di appartenenza». Dagli atti del procedimento a carico di Aracu e Masciarelli, in relazione alla tentata concussione da 2 milioni di euro, risulta che Aracu avrebbe riferito ad Angelini quanto si erano dati da fare "i suoi" per sistemare la prima cartolarizzazione, dicendo «...noi ti abbiamo dato quello che hai chiesto tu per la prima cartolarizzazione, mo adesso ci devi...» ed aggiungendo «guarda che noi per te abbiamo e possiamo fare tanto, tu devi stare attento...».

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