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Pescara, 28/04/2026
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Data: 08/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
E Sanitopoli svolta verso il centrodestra. Il ruolo centrale di Aracu è la novità più clamorosa della parte finale delle indagini

PESCARA - Sarà la Guardia di Finanza a notificare ai 33 indagati, oltre alle due società che figurano nell'inchiesta quali persone giuridiche, gli avvisi di conclusione delle indagini dello scandalo sanità. Quello che cancellò, il 14 luglio del 2008, la Giunta regionale di centrosinistra guidata da Ottaviano Del Turco. Il quadro accusatorio è rimasto pressoché lo stesso con due uniche eccezioni. La prima è l'archiviazione della posizione del capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che era accusato di ricettazione per quei 500mila euro che gli avrebbe versato il collega di partito Sabatino Aracu: soldi che arrivavano, secondo la prima ipotesi, dalle tangenti di Angelini (Villa Pini). Ma i riscontri non sono arrivati e Cicchitto esce dall'inchiesta. L'altra è invece il ruolo diverso e dominante di Sabatino Aracu, all'epoca dei fatti anche coordinatore regionale di Forza Italia in Abruzzo nel momento in cui in Regione c'era la Giunta di Giovanni Pace e assessore alla Sanità era Vito Domenici, mentre Luigi Conga era il manager della Asl di Chieti. Tutte circostanze che avrebbero permesso all'imprenditore della sanità privata Vincenzo Angelini di ottenere favori in cambio di tangenti.
E la novità vera e sostanziale di questa conclusione di indagini è proprio questa: e cioè che l'asse politico-giudiziario si è notevolmente spostato a destra. Una brusca virata dopo il cambio di ruolo di Aracu che originariamente era stato tirato in ballo per una tentata concussione da due milioni di euro e che oggi invece entra a pieno titolo nell'associazione per delinquere in compagnia di "pezzi da novanta" della politica regionale: di destra e di sinistra. Una conclusione d'inchiesta che riequilibra, per quello che può servire, le responsabilità di tutta la vicenda giudiziaria.
Il centrosinistra di Del Turco, Mazzocca, Cesarone, Quarta, Boschetti e via dicendo ha però pagato indubbiamente il prezzo più alto finendo in manette e dovendo abbandonare la guida della Regione che oggi è tornata in mano al centrodestra, pur se un centrodestra senza dubbio diverso da quello della Giunta Pace in capo alla quale l'inchiesta del pool pescarese ha individuato grosse responsabilità. I soldi veri, si parla di diverse decine di milioni di euro, che secondo la Procura non spettavano, Angelini li avrebbe intascati grazie a quel centrodestra (che Angelini ha salvaguardato fino a quando ha potuto, con le sue confessioni ad orologeria) in cui Aracu avrebbe controllato Pace, Domenici, Conga e soprattutto Masciarelli, ex presidente della Fira.
Nel capo di imputazione che riguarda Aracu si evidenzia proprio questo ruolo, tratteggiando la posizione di tutti gli uomini che avrebbero concorso nel favorire Angelini: tutti, compreso quello scandalo della commissione ispettiva permanente, coordinata dal dottor Pierluigi Cosenza, che doveva decidere della legittimità e appropriatezza delle prestazioni delle case di cura private. Commissione formata da persone «esterne all'amministrazione e non idonee», dove erano state chiamate una laureata in lettere e un medico, come il sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, che, ascoltato dalla Finanza, rivelò di non sapere neppure cosa fossero le "Sdo", le schede di dimissioni delle cliniche, ma che ebbe comunque un ruolo chiave per far sì che Angelini intascasse soldi a lui non dovuti, stando all'accusa.
E, anche se ormai chiusa, l'inchiesta potrebbe avere nelle prossime ore un altro colpo di coda.

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