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Pescara, 28/04/2026
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Data: 08/11/2009
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Allarme sul «pianeta» appalti. La Cgil di Teramo denuncia ribassi eccessivi soprattutto nel settore pubblico

Gli appalti al massimo ribasso non vanno d'accordo con il concetto di legalità. Una posizione netta, dura, quella espressa dal segretario provinciale della Cgil di Teramo Giampaolo Di Odoardo che a fronte di una crisi che nel teramano ha assunto risvolti drammatici torna su uno dei temi cari al sindacato e cioè quello degli appalti pubblici. Un tema oggi più attuale che mai e che investe a 360 gradi il settore dell'edilizia e delle costruzioni. Per il sindacato, infatti, l'abitudine di procedere esclusivamente per appalti al massimo ribasso farebbe emergere tutta una serie di fenomeni che non possono essere tollerati in un paese civile. «Oggi nel settore delle costruzioni ci troviamo di fronte all'emergere di fenomeni preoccupanti, fenomeni denunciati dagli stessi imprenditori che a queste condizioni, se vogliono fare le cose in regola, rischiano di uscire fuori dal mercato del lavoro - commenta Di Odoardo - Certi appalti, infatti, vengono aggiudicati a somme risibili a fronte delle quali l'azienda o non rispetta le norme o procede al subappalto. A sua volta l'azienda subappaltatrice si trova nelle stesse condizioni e così si crea un sistema perverso». Una situazione di cortocircuito a fronte della quale, di fatto, gli enti pubblici si renderebbero corresponsabili, anche solo dal punto di vista morale, del mancato rispetto delle regole e delle norme. «A certe somme o non paghi gli stipendi, o tagli sulla sicurezza - continua - o risparmi sui materiali». Eppure, per il sindacato, la ricetta per evitare tutto questo sarebbe semplicissima. Basterebbe infatti stabilire quanto personale serve, mediamente, per realizzare una determinata opera, il tipo di contratto che si applica a quella categoria, il costo della sicurezza e di ogni singolo operaio e stabilire così una somma minima sotto la quale non poter scendere

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