LE STRISCE GIALLE per le moto rompono il fronte sindacale. Proprio nel giorno della mega-manifestazionie Amt che sarà ricordata per l'immagine della serpentina di bus che attraversava la città.
Una referendum indetto dalla Uil cambia lo scenario, perché gli autisti di Amt attraverso la consultazione hanno detto in massa no a qualsiasi ipotesi del libero accesso delle moto alle corsie riservate ai mezzi pubblici. Il problema è che la Cgil dice che di questa votazione non ne sapeva nulla. «Abbiamo sempre fatto un percorso unitario che ora la Uil ha rotto. Da oggi ognuno si prende le proprie responsabilità», è il commento a caldo di Guido Fassio della Filt Cgil, deluso dalla mancanza di collaborazione tra le sigle sindacali.
Quella sulle strisce gialle è una polemica politica e sindacale che si trascina da mesi, da quando a marzo il consiglio comunale ha votato una mozione che impegna la giunta ad avviare una sperimentazione nelle vie, per ora, considerate idonee. Tutto cambia adesso perché il referendum Uil spariglia le carte. «La cosa che non ci andava giù - afferma Carlo Ruwet della Uil trasporti - è che si parla di queste strisce da tempo e nessuno ci ha convocato come controparte. Qui tutti hanno qualcosa da dire, persino i tassisti che, non bisogna dimenticarlo, sono ospiti anch'essi delle nostre strisce». Ruwet parla di un successo, e mostra le cifre: su 1789 aventi diritto al voto - tra autisti e controllori - hanno partecipato 982 dipendenti («perché -spiega - circa 1/3 aveva il turno di riposo»), di questi 795 hanno votato sì e 184 no, ovvero l'81% contrario e il 19% favorevole. Una disfatta che mostra tutte le crepe dell'intesa tra Uil e Cgil, e che rimette in gioco i loro cointeressi.