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Data: 08/11/2009
Testata giornalistica: La Repubblica
Amt, l´ultima trincea degli autisti: due scioperi per lo shopping natalizio

Il vicesindaco Pissarello: "Ora però trattiamo"

Se l'altro giorno è stato un venerdì di passione, non pensate che sia finita: i sindacati Amt proclameranno altre due giornate di sciopero, prima di Natale, uno nella prima settimana di dicembre e l´altro una decina di giorni dopo. Salvo, evidentemente, trovare un´intesa che però ha bisogno di un confronto unico, a carte scoperte, di tutti i soggetti coinvolti: da Regione e Comune ai sindacati, ma anche al governo, visto che a mancare sono i fondi statali per il trasporto pubblico, a partire da quelli per gli investimenti, e che il 2010 potrebbe iniziare con una ventata di scioperi perché il contratto di lavoro è scaduto da un anno, e non si vede traccia nemmeno di negoziato, figurarsi di rinnovo.

Come avevano promesso i sindacati, è stato uno sciopero da ricordare quello di venerdì, con 24 ore di stop, tranne le fasce garantite (ma non rispettate proprio al minuto, va detto), un lungo corteo di bus per le strade del centro e un traffico caotico nelle ore di punta, con disagi pesanti per gli appiedati. «Ne´ rossi, né neri, siamo solo tranvieri»: lo striscione che è diventato simbolo di una protesta unitaria senza - al momento - esitazioni, ieri mattina campeggiava addossato al muro della prefettura, in largo Lanfranco. A testimoniarlo, ancora una volta, le bandiere di tutte le sigle sindacali; e anche le parole dei sindacalisti. Perché le critiche piovono tanto da sinistra quanto da destra sia sui governi locali che su quello centrale, di segno ben opposto. E in Prefettura i sindacati hanno chiarito: è anche da Roma che vogliamo risposte.

«Ci siamo uniti per tenere insieme la categoria - spiegano Andrea Donniaquio e Marcello Pizzatti dell´Ugl - Il trasporto pubblico è lasciato allo sbando, a livello nazionale non c´è visibilità sui problemi e le proteste; manca una politica del trasporto, a tutti i livelli, che impoverisce sia lavoratori che cittadini. Perché noi scioperiamo solo quattro ore e non 24? Solo un problema di tempi tecnici nella dichiarazione, nient´altro». Sospira Guido Fassio, Filt Cgil: «Cosa dovremmo fare, se non altri scioperi? Io dico che l´unica strada vera passa attraverso il confronto unico, un tavolo come era stato quello dell´Ilva, che imponga a tutti quanti di dire cosa vogliono fare, e non ognuno a guardarsi il suo pezzettino e il suo ombelico».

Caustico Andrea Gatto, Faisa: «In consiglio regionale Burlando aveva promesso anche un mutuo ventennale per gli investimenti. Al tavolo di confronto in Regione l´assessore Vesco è venuto a dirci che quel mutuo eccederebbe il patto di stabilità, i conti non tornavano. Pensano di continuare con i giochetti?». E Burlando e Vesco, insieme, sono tornati sui tormenti di Amt al termine della riunione di giunta, ieri mattina. Burlando ha spiegato che nel 2010 la Liguria riceverà 7 milioni di euro in meno per il trasporto pubblico. «Secondo le regole applicate finora - ha detto il presidente - la Regione dava ciò che riceveva. Quest´anno c´è un cambiamento ed è che quei sette milioni di euro in meno li mettiamo noi. Evidentemente per i lavoratori di Amt sarà poca cosa ma per noi trovare sette milioni è molto».

Burlando ha anche detto che «la Regione mette a disposizione di Amt la cassa in deroga, che non è un obbligo ma uno strumento da utilizzare qualora l´azienda e i sindacati lo ritengano utile. E´ chiaro che se hanno fatto sciopero non gli basta. Ma noi, più di così... ». Dall´altra parte, cioè da Palazzo Tursi, il vicesindaco Paolo Pissarello è pronto a convocare il tavolo allargato, a partire dalla prossima settimana. Ma non ci sta a sentirsi dire che il Comune faccia promesse da marinaio. «Nel caso, sono promesse che valgono 14 milioni di euro l´anno - ribatte - Credo che da questa vicenda si debba uscire con un confronto serrato; altri scioperi non servono, i problemi li abbiamo capiti bene, andare ancora avanti significa solo penalizzare i cittadini, che stanno già pagando abbastanza. Ieri è stata una protesta forte, ma anche civile; adesso però basta. Il Comune ha fatto la sua parte, così l´azienda: è chiaro che il quadro deve essere complessivo, vedere le cose anche sotto il profilo politico, non lasciare nulla di intentato. Io li chiamerò tutti, nei prossimi giorni».

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