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Data: 09/11/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Fini: «Nel Pdl non mi piace il clima da caserma»

ROMA. «Il Pdl così com'è organizzato non mi soddisfa al 100 per cento. E' la caserma che non mi piace». Lo ha detto Gianfranco Fini a Che tempo che fa. A una domanda del conduttore, Fabio Fazio, sull'ipotesi avanzata dal direttore del Giornale, Vittorio Feltri, dell'intenzione di Berlusconi di chiedere agli alleati di firmare un documento che li impegni ad appoggiare una legge che metterebbe il premier al riparo dai processi, il presidente della Camera ha risposto: «Gli autografi si chiedono a Sting, non ai deputati. Il presidente della Camera non firma nulla. Quel che scrive Feltri mi lascia del tutto indifferente. Feltri è un direttore indipendente, bisogna vedere se è indipendente dalla sua volontà. Il fatto è che Berlusconi è il suo editore. E questo non mi quadra».
«Non ho difficoltà a dire che su alcune questioni con Berlusconi abbiamo opinioni diverse», ha aggiunto l'ex leader di An. «Quando non condivido alcuni obiettivi non lo mando a dire, lo dico». Quanto alle candidature, «alcune sono inopportune» anche se le persone interessate «hanno un sacco di voti. Nella politica deve valere il detto della moglie di Cesare che deve essere al di sopra di ogni sospetto. Per questo alcune candidature sono inopportune». Fabio Fazio ha chiesto se si riferiva a Cosentino in Campania: «Anche a me - ha risposto Fini - è capitato di sentire discorsi come "quello deve essere candidato perché ha un sacco di voti, perché conta nella zona". La politica farà un passo avanti quando dirà: meglio non candidarlo perché anche se ha un sacco di voti, magari quei voti dipendono da poteri non trasparenti».

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