CAPPELLINO blu con logo Amt e giaccone beige, Andrea Gatto, segretario nazionale della Faisa, spolvera via la ruggine da distacco sindacale e agguanta deciso il volante del Breda-Menarini che fino a poco prima è stato un "44" e ora porta sul display la destinazione uguale per tutti: Amt Genova. Autisti di mestiere e di ritorno (alla guida salgono anche Giuseppe Mazza della Cisle Luciano Rotella della Cgil) mettono in moto: pronti via, le decine di mezzi che si sono radunatea Brignole cominciano la lenta risalita verso la prefettura. L'avevano detto che sarebbe stato uno sciopero da ricordare: e per la prima volta, infatti, in corteo ci vanno i bus. Non è un "rapimento" dei mezzi, si tratta di fare un giro più largo del previsto per tornare in rimessa, invece che seguire il percorso prefissato. Via Cadorna, via XX Settembre, piazza De Ferrari, via Roma, piazza Corvetto; poi, verso levante e ponente, a seconda delle destinazioni. Un serpente arancione che avvolge tutto il centro, che invade anche gli incroci dando i sudori freddi ai vigili, e creando un vero e proprio muro davanti ad auto, moto e furgoni che si accalcano ai semafori. In tarda mattinata i bus sono tutti rientrati; non ci sarà un altro carosello al pomeriggio, avvertonoi megafoni degli organizzatori. Per stavolta, almeno. E se non è escluso che l'Amt decida provvedimenti disciplinari per la "passeggiata" decisa dagli autisti, peri tre sindacalisti, non inseriti negli elenchi dei lavoratori in servizio, qualcuno adombra una denuncia penale. «Io la denuncia me la prendo anche, sta nei rischi - commenta Gatto - però se l'azienda prenderà dei provvedimenti disciplinari, spero usi la mano leggera; perché la situazione tra i lavoratori è davvero tesa, non è proprio il caso di inasprirla...»