Per vederli nel traffico si dovrà aspettare il 2011, ma intanto, con la delibera approvata nei giorni scorsi dal cda della Tep, l'iter per avviare il bando di gara per l'ac quisto ha avuto inizio. Si tratta di 9 nuovi filobus autosnodati bimodali (cioè elettrici, ma in grado di viaggiare a motore in caso di emergenza), tra i più moderni in commercio in termini di consumi energetici e di design. Lunghi 18 metri - una novità assoluta per Parma - andranno a sostituire altrettanti loro predecessori, tra i più vecchi d'Italia, in servizio ormai da 29 anni. Un investimento da 7,2 milioni di euro, che sarà sostenuto da Tep, dal Comune di Parma e, in parte, da fondi regionali. «Ci rendiamo conto che si tratta di un investimento importante - precisa il presidente di Tep Tiziano Mauro -. Ma intendiamo potenziare l'impiego del filobus in quanto veicolo a emissioni zero e quindi ecologico per eccellenza. Questi mezzi - aggiunge - hanno un impatto ridottissimo in termini di rumorosità e di vibrazioni prodotte. È una scelta che Tep fa seguendo un preciso obiettivo di sostenibilità ambientale e d'innovazio ne, a beneficio della vivibilità della città. È la strada da percorrere per mantenere elevati gli standard del servizio, oltre che per soddisfare i bisogni di mobilità dei cittadini di oggi e, in prospettiva, di quelli di domani». I nuovi filobus, più lunghi e più capienti di quelli attualmente in servizio (che sono lunghi 12 metri), saranno impiegati in città sulle linee a più alta densità di traffico, in particolare sulla linea 5 che trasporta ogni giorno circa 11 mila passeggeri. Parma, quindi, sceglie di continuare a scommettere sul trasporto filoviario, per le sue caratteristiche di ecosostenibilità, e allo stesso tempo investe per rendere il servizio più efficiente e ancora meno inquinante. I nove filobus che saranno dismessi, infatti, seppur elettrici, non sono naturalmente all'avanguardia per quanto riguarda l'ottimizzazione dei consumi. Per l'assessore alla Viabilità del Comune di Parma, Davide Mora, «si tratta di una soluzione in linea con quelle adottate nelle città di medie e grandi dimensioni del nord Europa, da sempre all'avanguardia nell'impiego di sistemi di mobilità innovativi e a basso impatto. L'industria sta mettendo a disposizione mezzi e strumenti avanzati, non solo dal punto di vista della tecnologia, ma anche dell'estetica e del comfort, pensati per lo sviluppo di sistemi di trasporto di massa rapidi e moderni. La rete filoviaria - aggiunge Mora - è una ricchezza della città che intendiamo mantenere e valorizzare. Il Comune sosterrà una quota di spesa per l'acquisto dei nuovi filobus, a supporto di un impegno, mai venuto meno in questi anni, per promuovere la creazione di una mobilità innovativa per Parma. Questa volontà forte del Comune mira a favorire l'uso del trasporto pubblico, da sostenere anche tramite politiche di regolamentazione dell'accesso al centro storico per i veicoli privati e la creazione di vie di transito protette e preferenziali per i mezzi pubblici». Vita da autista Francesco Bottazzi «È bello quando salgono e ti chiedono informazioni, o scambiano due chiacchiere. Con i viaggiatori abituali, poi, si fa quasi amicizia». Andrea Spocci «La Tep non è solo un azienda, è una grande famiglia. Il lavoro di autista? Se tornassi indietro lo farei due volte». q Fino agli anni Ottanta la linea 2, che allora era filoviaria, passava in via Cavour.