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Pescara, 28/04/2026
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Data: 10/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Grossi, un altro debito da 35 mila euro. Arriva Equitalia. Pignoramento in Comune per il neo difensore civico

PESCARA - Cerimonia per modo di dire. C'è poco da festeggiare per l'insediamento del nuovo difensore civico della Regione Abruzzo, l'appuntamento fissato per oggi dal presidente del consiglio Nazario Pagano e comunicato con una lettera al difensore uscente Nicola Sisti, è un appuntamento mesto al quale la maggioranza di centrodestra farebbe meglio a mettere la sordina. Giuliano Grossi, l'uomo di fiducia del senatore Andrea Pastore, imposto alla Regione con una telefonata del coordinatore regionale Filippo Piccone e nominato difensore civico senza che venissero neppure esaminati i curricula degli altri candidati, non ha al suo attivo soltanto un pignoramento di cui è rimasta vittima la Regione Abruzzo qualche tempo fa, ma due mesi fa ha ricevuto un nuovo atto di pignoramento per un importo pari a 34.948,89 euro. Un atto che la società Equitalia, spa a capitale pubblico incaricata della riscossione dei tributi, ha notificato al Comune di Pescara il 15 settembre scorso per rivalersi sullo stipendio che Giuliano Grossi riscuote dall'amministrazione da quando si è insediato il nuovo sindaco Luigi Albore Mascia.
Poca roba: per adesso Equitalia ha potuto pignorare soltanto due stipendi. Giuliano Grossi infatti viene assunto dal Comune di Pescara il 3 luglio scorso con atto sindacale numero 1126 come "coordinatore degli uffici di staff del sindaco nei rapporti con la direzione generale, segreteria generale, il settore gabinetto del sindaco e sovrintendenza del protocollo cerimoniale", una sorta di controllore politico e di guardaspalle del primo cittadino. L'atto sindacale stabilisce che l'assunzione abbia effetto dal primo luglio e fino al 31 dicembre con un corrispettivo mensile netto di 2.400 euro. Fino a questo momento il Comune ha pagato all'avvocato Grossi soltanto due mensilità, luglio e agosto. Le prossime mensilità, settembre e ottobre, finiranno nei cassetti di Equitalia per ristorare le casse della società creditrice e saranno quindi liquidate con la formula classica di assegnazione al creditore pignorante. E poi, forse, basta: Grossi infatti potrebbe lasciare il Comune per andare alla Regione come difensore civico, anche se nel Pdl si pensa che non rinuncerà a sommare due stipendi: quindi è probabile che in questo caso Equitalia debba presentare un nuovo atto di pignoramento all'Aquila per rivalersi sullo stipendio da difensore civico, fino alla somma di 34 mila e passa euro, che rappresenta il debito accumulato dall'ex coordinatore provinciale del Pdl.
Davvero anomalo come curriculum per un difensore civico, davvero assurdo che si continui ad invocare la meritocrazia come criterio di scelta per le nomine da parte del Pdl e del presidente Gianni Chiodi. Ma oggi la cerimonia ci sarà. Dagli uffici del presidente della Regione trapela l'imbarazzo per una scelta che non si può più revocare, se non altro per non ammettere lo sbaglio. E tutta la rabbia nei confronti del capogruppo Gianfranco Giuliante, colpevole di aver confessato che i consiglieri non avevano neppure aperto i curricula dei candidati ma che Grossi era stato nominato grazie a «un'indicazione venuta dall'alto». Il dito è puntato contro lo stesso avvocato pescarese, che non avrebbe messo a parte i suoi sponsor di tutte le pendenze che avrebbero potuto creare imbarazzo alle istituzioni. E che a parte una tattica offerta di dimissioni presentata il giorno dopo le notizie apparse su "Il Messaggero" allo stesso Chiodi e ai vertici del Pdl, poi si è guardato bene dal presentarle per davvero.

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