Pronto il sit-in dei dipendenti e dei sindacati «Senza gli hangar struttura declassata»
PESCARA. Una settimana di mobilitazione per i metalmeccanici abruzzesi che culminerà venerdì con una grande manifestazione organizzata all'aeroporto di Pescara, luogo simbolico scelto per una protesta che coinvolgerà le aziende di Chieti e di Pescara.
Nell'aeroporto d'Abruzzo, come raccontano i segretari provinciali Fiom Cgil di Pescara e di Chieti, Gino Marinucci e Marco Ranieri, sono 120 le persone che rischiano il posto di lavoro a causa del possibile smantellamento del centro di manutenzione della compagnia Air One, poi diventata Cai, che si trova all'interno dell'aeroporto. «Sono tecnici», spiega Ranieri, «che si occupano dell'assistenza agli aerei a tutti i livelli, dalla parte più leggera a quella più pesante, dalla sistemazione dei sedili al motore».
L'allarme lanciato dalla federazione impiegati operai metalmeccanici riguarda i posti di lavoro ma anche il pericolo di un declassamento dell'aeroporto. «Chiudendo il centro manutenzione, quindi i due hangar che si trovano nella struttura», prosegue Ranieri, «si genera un altro rischio, quello di declassare l'aeroporto. Infatti, la struttura abruzzese sarebbe costretta ad appoggiarsi a Fiumicino o a Napoli facendo perdere posizioni all'aeroporto». Al presidio organizzato intorno alle 9,30, i sindacati, tra cui il segretario regionale Fiom, Nicola Di Matteo, hanno invitato anche le autorità.
«Abbiamo scelto l'aeroporto», spiega Di Matteo, «perché circa 120 lavoratori del settore, addetti alla manutenzione, entro il prossimo 31 dicembre dovranno lasciare il posto perché in scadenza di contratto». Ma la scelta di manifestare all'aeroporto è anche un modo per dar voce alla crisi che sta colpendo molte aziende del territorio. «Al presidio», spiega Marinucci, «parteciperanno tutti i dipendenti delle aziende metalmeccaniche del Pescarese e del Chietino».
La settimana appena iniziata sarà quindi dedicata a varie iniziative di protesta da parte di lavoratori e rappresentanti sindacali, anche con presidi davanti alla sede della Regione per esprimere contrarietà all'accordo separato sul contratto nazionale di lavoro firmato da Federmeccanica, Fim e Uil, ritenuto illegittimo e dannoso.
Per Nicola Di Matteo, segretario regionale Fiom Cgil, riduce il salario dei lavoratori, cancella i loro diritti e peggiora le condizioni di lavoro. Contro l'accordo, la Fiom ha proclamato per venerdì anche uno sciopero di quattro ore che accompagnerà il presidio davanti all'aeroporto di Pescara.
Secondo i dati forniti dalla Cgil, attualmente i cassintegrati sono 15.098 (4,90 per cento in più rispetto al 2008), i lavoratori in mobilità sono 5.055 (109 per cento in più rispetto al 2008), i disoccupati 14.237 (165 per cento in più rispetto all'anno passato), i lavoratori sottoposti a cassa integrazione in deroga sono 1.256.
Per Di Matteo, alla luce di questa situazione, sono necessarie immediate risposte di politica economica e industriale sia del governo sia della Regione Abruzzo.