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Pescara, 28/04/2026
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Data: 10/11/2009
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Tute blu in sciopero Sit-in all'aeroporto. Fiom-Cgil. Nel settore metalmeccanico in Abruzzo la disoccupazione è cresciuta in un anno del 165%

PESCARA "Dentro alle aziende, fuori dalla crisi": questo è slogan coniato dalla Fiom/Cgil abruzzese per annunciare la campagna sindacale d'autunno e indicare la strada per uscire dal tunnel. Allo scopo di mobilitare i lavoratori, la Fiom ha organizzato uno sciopero di 4 ore per venerdì 13 novembre nelle aziende del Chietino e del Pescarese, "antipasto" alla manifestazione nazionale del giorno dopo a Roma e di quella a livello regionale che si svolgerà a Chieti il 28 novembre: la mobilitazione si terrà dalle 9.30 in poi davanti all'aeroporto d'Abruzzo. «Una scelta non solo pratica, in un luogo dove far confluire facilmente le persone che aderiscono allo sciopero, - spiega Nicola Di Matteo, segretario regionale della Fiom - ma anche simbolica perché non tutti sanno che a fine anno 130 lavoratori dello scalo resteranno a spasso: contratti a termine in scadenza, cassa integrazione alle porte e mobilità, cioè la disoccupazione per molti di loro.Che fine hanno fatto i grandi progetti di sviluppo dell'aeroporto?». Ma non è solo questo settore a non decollare in Abruzzo, anzi: il punto che più duole alla Cgil è l'accordo separato a livello nazionale fra Governo da una parte, Cisl, Uil e Ugl dall'altra: «Chi governa punta a dividere il sindacato, ma i più colpevoli sono proprio i sindacati che sottoscrivono accordi capestro. Il fatto ancor più grave è che sono state cambiate le regole condivise un anno fa, tant'è che l'accordo separato non risponde all'emergenza attuale, oltre a distruggere le relazioni sindacali». Nel dettaglio, l'accordo separato «ha diviso le parti sociali - denuncia Di Matteo - senza aiutare i lavoratori: almeno avessero ottenuto aumenti salariali consistenti, invece hanno portato a casa appena 11 euro in più al mese sulla busta-paga!». Poi Di Matteo snocciola i crudi numeri della crisi del settore metalmeccanico nella nostra regione: «I cassaintegrati - precisa - sono il 5% in più dell'anno scorso, i lavoratori in mobilità il 109% in più rispetto al 2008, i disoccupati sono 14.237 (+165%), con il ricorso alla cassa integrazione in deroga per 1.256 persone, che nell'Aquilano coinvolge 7.543 autonomi e 6.488 dipendenti». Finale tutto dedicato al presidente della Regione: «Otto mesi fa, - accusa Di Matteo - solo l'Abruzzo era assente fra tutte le Regioni presenti all'incontro col Governo sulle ricadute della crisi Fiat a livello locale. Ora sollecitiamo Chiodi a muoversi subito, a fare qualcosa per quanto gli compete a livello politico, altrimenti diremo che è un irresponsabile».

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