Lorenzo Sospiri ne aveva fatta una questione di correttezza e trasparenza, «siamo persone serie, questo argomento meritava il confronto in aula» ha detto, ma ha rischiato una rivolta popolare ieri in Consiglio comunale, dove l'atmosfera è stata a tratti tesissima. Tutto previsto, e infatti era massiccia la presenza di forze dell'ordine. L'assise civica ha affrontato il delicato tema della filovia in una seduta aperta agli interventi delle associazioni, non prima d'aver dato alla Gtm - per voce del presidente Michele Russo - la possibilità di illustrare il progetto del Phileas, filobus della Balfour Beatty che collegherà Montesilvano e Pescara, correndo sulla strada parco per cinque degli otto chilometri.
Sala gremita. In prima fila, a terra, persino dei bambini. Persone andate per ascoltare, molte per contestare. Trecento, forse di più, in tanti sono rimasti in piedi, a rappresentare le voci del dissenso, le voci dei pescaresi che il filobus proprio non lo vogliono. «Ma fuori di qui ci sono i trentamila favorevoli» ha detto Sospiri, «abbiamo già 21 milioni della regione più altri 10 della Gtm per prolungare il percorso fino a Francavilla e all'aeroporto». Provocazione che ha scatenato una selva di fischi.
Alla testa dei comitati del "no" Mario Sorgentone (Associazione strada parco) che a fine seduta chiederà lo stop dei lavori; Lorenzo Valloreja di SFL e Spiriticchio, dell'associazione famiglie numerose. La Confcommercio, con Ardizzi in aula con tutta la giunta, ha annunciato una proposta alternativa ancorav top secret. A loro, che la strada parco la vogliono riservata a ciclisti, pedoni e bambini, sono andati i pochi scroscianti applausi dalla platea schierata con tanto di stemma eloquente: un "I love Strada parco" stampato su giacche e magliette.
Per due ore Licio Di Biase, presidente del Consiglio comunale, è stato un timoniere nel mare in burrasca. L'opposizione, da Di Nisio ad Acerbo, da Blasioli ad Alessandrini e Di Pietrantonio, ha fatto la sua parte, polemizzando sulla possibilità negata di approvare atti. Il sindaco Luigi Albore Mascia, con una fermezza e una grinta mai mostrate prima, ha rintuzzato colpo su colpo: «Perchè parlate solo adesso? Perchè non avete affrontato prima d'ora il tema della filovia? - ha tuonato Mascia -. Forse perchè tra di voi sedeva il consigliere Sorgentone? Qui siamo di fronte a un atto dovuto, i vostri atteggiamenti pilateschi hanno ritardato opere sottoscritte da esponenti della Gtm che non fanno parte di questa compagine politica» ha rinfacciato il sindaco al centrosinistra. In effetti ieri in aula si è notata l'assenza di Gianni Teodoro, ex esponente di centrosinistra e oggi assessore con Albore Mascia ma a suo tempo presidente della Gtm quando fu firmata la convenzione per la realizzazione della filovia. Per sei anni il centrosinistra di D'Alfonso ha dribblato l'argomento e ieri s'è capito perché.
Il filobus promette migliaia di passeggeri in più e tante auto in meno sulle strade cittadine ma è un'opera che non ha mai convinto nè conquistato i pescaresi. Ecco perchè il centrodestra ieri in aula s'è ritrovata col classico "cerino in mano". Michele Russo ha faticato a illustrare l'opera, pur con l'aiuto di immagini sul maxischermo: «I semafori rossi durano solo 15 secondi, il verde dieci minuti; avremo 19 stazioni sulla strada parco, toglieremo 650 vecchi lampioni...» ma la contestazione per lui è stata continua. Due certezze alla fine, anzi tre: l'opera è già appaltata; il percorso non si può spostare da quello già tracciato; la linea 38 non passerà più su viale Bovio ma su via Caravaggio». Così è se vi piace. E Sospiri ringrazia.