Se finirà a tarallucci e vino o se invece si andrà a una sorta di resa dei conti lo sapremo solo domani. E' una riunione politica delicatissima, per il futuro dell'amministrazione comunale, quella convocata per mercoledì pomeriggio a palazzo di città dal sindaco Luigi Albore Mascia.
Dopo aver inutilmente cercato di smentire la notizia di mal di pancia interni alla giunta il sindaco ha preso atto che la crisi c'è e che tutto quel che è stato scritto sugli attriti tra Masci e Teodoro risponde a verità. Attriti politici, beninteso, e non personali. Ma tant'è. La sintesi è presto detta: il coordinatore provinciale di Pescara futura, Vittorio Mingione, ha messo per iscritto le istanze della lista civica guidata da Carlo Masci ed ha consegnato la lettera nelle mani del sindaco, pochi minuti prima del consiglio comunale di ieri dedicato alla filovia.
Obiettivo dell'iniziativa, secondo i desiderata di Pescara futura, è rimettere a posto gli equilibri nella dirigenza. E nella giunta. In altre parole vuol dire togliere qualcosa a Gianni Teodoro, che alle comunali ha raccolto un 4,9% pari a due consiglieri, e aggiungere a Pescara futura, lista civica che ha toccato il 13% pari a 6 consiglieri, diventati sette con il passaggio di Di Marco dal centrosinistra al centrodestra.
Teodoro, entrato in giunta per ultimo a luglio dopo un mese di trattative, ha saputo rinunciare alla poltrona di vicesindaco, andata a Fiorilli di Pescara futura, ma s'è comunque assicurato deleghe pesanti, su tutte quella ai lavori pubblici. Troppo pesanti, dal punto di vista di Carlo Masci, andato più volte alla carica con il sindaco per reclamare un riequilibrio negli incarichi assegnati.
Per mesi Luigi Albore Mascia ha temporeggiato e poi ha minimizzato. Oggi non c'è più tempo per rinviare oltre il confronto, che il sindaco ha infatti dovuto convocare per domani. Masci è pronto a rimettere sul tavolo le deleghe dei suoi assessori per favorire il rimpasto in giunta, ma il momento consiglia prudenza e diplomazia: «Quel discorso è congelato, vediamo prima come va la riunione di mercoledì» hanno detto a Pescara futura. Il primo terreno di scontro è dunque sui dirigenti comunali responsabili dei procedimenti legati alle opere pubbliche inserite nel Piano Triennale. Troppi, se non tutti, gli incarichi assegnati all'architetto teodoriano Antonio Biase, tra l'altro con contratto in scadenza a fine anno (la proroga appare scontata). Masci - che ieri in aula ha avuto un vivace scambio di vedute con il suo consigliere Santilli - batte i pugni sul tavolo e chiede al sindaco il rispetto della declaratoria, cioè di quanto stabilito da tempo in maggioranza: chiede di assegnare la responsabilità dell'iter delle opere in base ai settori, leggi a a Vespasiano, alla Michetti, alla Fino, a Pasqualini, a Marone e a tutti gli altri per competenza in modo da disinnescare Biase. Richiesta che Albore Mascia è pronto ad esaudire, come confermato dal capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri: «I rup erano stati assegnati all'architetto Biase solo per stringere i tempi nell'approvazione del Triennale, nessun problema, Biase del resto non può mica fare tutto da solo». «Restyling di piazza Salotto, periferie, le due riviere e l'edilizia contrattata, e ancora parcheggio con parco a Pescara nord sono le priorità» ha detto Sospiri «e i soldi non dovrebbero essere un problema vista la capacità d'indebitamento dell'ente pari a 14 milioni all'anno». Tutto sta a vedere se e quando il confronto si sposterà dai dirigenti alle deleghe di giunta. «Masci avrà il peso e il rispetto che merita» ha concluso Sospiri.