L'AQUILA - E' stata accolta con sollievo da molti giovani la decisione della Giunta regionale di assumersi il compito di rilasciare direttamente autorizzazioni, certificazioni e ogni altra attestazione di frequenza e profitto agli allievi dei corsi di formazione professionale riconosciuti e finanziati dalla stessa Regione, ma gestiti da enti e associazioni non più operativi. Con la delibera che ha introdotto il cosiddetto "potere sostitutivo" della Regione per il rilascio delle certificazioni, e di ogni altro titolo di cui venga fatta richiesta dagli interessati, per molti è finita una lunga fase di incertezza. Il potere di intervento si è reso necessario perché alcuni degli enti gestori dei corsi hanno cessato la loro attività, abbandonando di fatto a se stessi i giovani che li frequentavano. Corsi importanti, che riguardavano materie come l'ecologia, il turismo, la sicurezza sul lavoro, l'informatica, ma anche le lingue e i servizi igienico sanitari. Il provvedimento assunto dalla Regione, su iniziativa dell'assessore alla Formazione Paolo Gatti, ha modificato la normativa che regola i corsi di formazione. Certo la Regione ha voluto mettere a frutto l'esperienza negativa dello Ial, l'ente di formazione fallito un anno e mezzo fa che creò molte difficoltà a duecento giovani e allo stesso ente regionale.
«Il nostro intervento normativo -spiega Gatti- nasce dalla volontà di garantire agli allievi il diritto di ottenere una certificazione dei percorsi formativi dei corsi frequentati e autorizzati o finanziati dalla Regione, ovviando all'impossibilità del rilascio dei documenti da parte degli enti che nel frattempo hanno cessato l'attività formativa o sono incorsi nella revoca dell'accreditamento. Sono tanti i ragazzi abruzzesi che si trovano privi di certificazione, e per questioni assolutamente estranee alla loro volontà e al loro impegno, dopo un'attività formativa svolta in modo corretto. Con questa modifica normativa abbiamo voluto sanare un'evidente stortura che si trascina da troppo tempo e consentire a tanti giovani di poter vantare in modo legale i diritti da loro acquisiti e di farli valere sul mercato del lavoro».
La delibera, che dovrà passare al vaglio della Commissione competente prima di approdare in Consiglio regionale, è stata accolta con favore dai sindacati. «Ha fatto bene la Regione -commenta Paola Bonifaci, segretario regionale della Federazione lavoratori della Conoscenza della Cgil- Sul piano formale era ciò di cui si aveva bisogno. Se gli enti non sono seri, non possono certo rimetterci i ragazzi, che dovrebbero essere accompagnati fino al termine del loro percorso formativo. Se ciò non avviene e lo fa la Regione è un fatto positivo».