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Pescara, 24/04/2026
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Data: 18/11/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Difensore civico, nomina da rifare». L'Italia dei Valori presenta una risoluzione contro Grossi Attesa per oggi la sentenza del Tar dell'Aquila sul ricorso di Sisti

L'AQUILA. Si respirava imbarazzo ieri tra i banchi della maggioranza durante la discussione sulla risoluzione sul difensore civico presentata da Carlo Costantini, capogruppo dell'Italia dei Valori. «Abbiamo chiesto che il provvedimento torni in aula per leggere i curricula e non solo, ma anche la famosa dichiarazione che deve essere allegata ai curricula. Ritengo che il consiglio regionale debba tornare indietro sulla sua decisione dato che l'atto è viziato, senza aspettare la pronuncia del Tar».
Il Tribunale amministrativo dell'Aquila potrebbe pronunciarsi oggi stesso su un ricorso presentato dall'ex difensore civico Nicola Sisti.
Ma l'opposizione contesta alla giunta non solo il fatto che la nomina sia stata fatta senza seguire le procedure di legge. Viene contestata anche nel merito la nomina di Giuliano Grossi, ex vicecoordinatore di Forza Italia. Grossi, sottolinea il consigliere dell'Idv Cesare D'Alessandro, avrebbe in corso contenziosi con alcuni privati, di conseguenza «potrebbe trovarsi di fronte a istanze di cittadini morosi o creditori. È credibile», aggiunge il consigliere, «quale rappresentante delle istituzioni?»
A sostegno della richiesta dell'opposzione di azzerare la procedura di nomina, il gruppo del Pd ha presentato in aula, come precedente da valutare, una sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la nomina del difensore civico del comune di Napoli accogliendo un ricorso basato in particolare su un punto: il mancato esame delle candidature presentate da parte della commissione consiliare nè sotto il profilo della ammissibilità, né sotto quello del possesso dei requisiti». Quello che appunto contesta la minoranza.
All'indomani della nomina la minoranza chiese le dimissioni di Grossi, ma il Pdl lo difese. Ieri tra i banchi c'era più incertezza e ora si attende la decisione del Tar per rimettere mano alla pratica senza dare l'impressione di cedere alle pressioni della minoranza.

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