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Pescara, 24/04/2026
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Data: 19/11/2009
Testata giornalistica: Il Sole 24ore Trasporti
La riforma dei servizi pubblici locali - Tpl, la liberalizzazione si «restringe». Per le amministrazioni a statuto speciale affidamenti diretti fino al 2019 - Per le Spa in house, dal 2012, almeno il 40% sul mercato

Prolungati fino al 2019 gli affidamenti diretti nelle Regioni a statuto speciale. Anche l'«in house» potrà sopravvivere dopo il 31 dicembre 2011, a patto che le amministrazioni mettano sul mercato almeno il 40% del capitale delle aziende. Ristretto il raggio d'azione dei soci privati che subentrano a seguito di una gara a doppio oggetto, mentre gli affidatali diretti potranno partecipare alle prime aste pubbliche indette sul tutto il territorio nazionale dopo la naturale scadenza dei loro affidamenti. La riforma dei servizi pubblici locali, contenuta nell'articolo 15 del decreto legge «anti-infrazioni», esce dall'esame dell'aula del Senato con diverse novità che, dopo l'esclusione del settore del trasporto ferroviario regionali, restringono ancora di più la portata delle liberalizzazioni e ne allungano i tempi. In primis, è da segnalare il blitz della senatrice palermitana Simona Vicari (Pdl), che ha proposto un emendamento ad hoc a favore del prolungamento fino al 2019 degli affidamenti diretti nelle Regioni a statuto speciale. Tenendo presente che il Friuli Venezia Giulia è stata la prima regione a mettere a gara i servizi di Tpl, seguita dalla Val d'Aosta, la proroga interesserà solamente le realtà della Sicilia e probabilmente quelle della Sardegna e del Trentino Alto Adige. La norma richiama l'articolo 61 della legge 99/2009 (sempre ispirato dalla Vicari) che, recependo il regolamento comunitario, allunga al 2019 il periodo transitorio prima della completa apertura del mercato del trasporto pubblico locale. «Si è voluta evitare una liberalizzazione selvaggia di un settore - si legge in una nota della Vicari - che avrebbe messo a rischio la sopravvivenza di molte aziende del sud Italia non pronte a un confronto con un mercato europeo molto più forte e attrezzato alle logiche di libera concorrenza». In Sicilia - fa sapere la senatrice del Pdl - le concessioni di trasporto pubblico in atto, restano valide sino al 2015, come stabilito nei contratti rinnovati lo scorso agosto, salvaguardando circa 100 aziende del settore e 4mila lavoratori. Apprezzamento per l'approvazione dell'emendamento è arrivato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha indicato la novità come «un ulteriore concreto segnale di attenzione alla tutela e allo sviluppo del Mezzogiorno sulla linea di un più complessivo piano di rilancio». Soddisfazione è stata espressa anche da Asstra Sicilia e Anav Sicilia. Crescono anche le tutele per i contratti in house. Un emendamento, già approvato in commissione e confermato dall'aula, autorizza la sopravvivenza degli affidamenti senza gara pubblica anche oltre il 1° gennaio 2012 «a condizione che entro il 31 dicembre 2011 le amministrazioni cedano almeno il 40% del capitale attraverso le modalità di cui alla lettera b) del comma 2», ovvero la gara a doppio oggetto. Altra grande concessione a chi ha contratti in house o affidamenti diretti è quella di aprire loro la possibilità di partecipare «comunque su tutto il territorio nazionale alla prima gara successiva alla cessazione del servizio, svolta mediante procedura a evidenza pubblica, avente a oggetto i servizi da essi forniti». In altre parole, nel Tpl potrebbe ripetersi quello che già si è verificato spesso nelle poche gare indette, ovvero che l'ex-monopòlista si riaggiudichi il servizio anche attraverso la gara. Infine, ristretto il raggio d'azione del socio privato che subentra con una gara a doppio oggetto. In linea con le richieste avanzate dalla Lega Nord (si veda Trasporti 17/2009), l'aula del Senato ha dato il via ubera a un emendamento, presentato formalmente dalla Commissione, che definisce i compiti operativi affidati al subentrante «specifici», restringendo così le possibilità date dalla prima versione del Di che parlava esclusivamente di «compiti operativi connessi alla gestione del servizio». Ora, toccherà al regolamento attuativo, atteso entro la fine del 2009, chiarire la portata degli «specifici compiti operativi»

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