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Pescara, 24/04/2026
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Data: 19/11/2009
Testata giornalistica: Il Sole 24ore Trasporti
Ferrovie locali. I 480 milioni per i contratti saranno versati a Trenitalia. Gli enti possono sottoscrivere gli accordi per le linee dei pendolari avendo la garanzia che i fondi sono disponibili per il 2009, 2010 e 2011

Nessun decreto di ripartizione tra le Regioni: mero calcolo matematico. Nel 2012 nuovo meccanismo: spesa storica e adeguamenti finanziati con le accise sul gasolio

Da mesi le Regioni sono in attesa che il ministero del Tesoro emani il decreto che stabilisce la ripartizione tra loro dei 480 milioni di euro stanziati con la legge 2/2009 per i contratti di servizio con Trenitalia negli anni 2009, 2010 e 2011. Senza quest'atto, così spiegavano gli assessori ai Trasporti, non si aveva la certezza contabile che i fondi fossero davvero disponibili e quindi non si potevano firmare in via definitiva i nuovi contratti della durata di sei anni con il gruppo Fs per i servizi regionali. Ora quest'intoppo, spiegano dalla direzione generale trasporto pubblico locale del ministero dei Trasporti, dovrebbe essere superato: il decreto non serve, le Regioni possono muoversi come se avessero in cassa i soldi in più. «Il decreto che abbiamo preparato - spiega il direttore Virginio Di Giambattista stabilisce che i fondi siano ripartiti percentualmente in base ai conteggi decisi nel 2000 con l'accordo di Tivoli. Quindi non c'è bisogno di un decreto, siamo di fronte a un mero calcolo matematico». Che però, al momento, nessuno sembra in grado di produrre: né il ministero, che non dispone di una tabella riepilogativa, né le Regioni. Il problema, comunque, non si pone, perché il Tesoro verserà direttamente a Trenitalia i 480 milioni, di cui 430 destinati alle Regioni a statuto ordinario, e 50 a quelle a statuto speciale. Ciò è reso possibile proprio dall'anomalia - stigmatizzata dall'Antitrust nella segnalazione di fine maggio - dell'articolo 25 della legge 2 che, per la prima volta, ha destinato direttamente all'operatore, cioè a Trenitalia, e non alle Regioni, i fondi. Recita, infatti, il testo: «Per assicurare i necessari servizi ferroviari di trasporto pubblico, al fine della stipula dei nuovi contratti di servizio ... con Trenitalia Spa è autorizzata la spesa di 480 milioni». L'articolo prevedeva anche l'emanazione di un decreto entro 30 giorni in cui individuare la quota destinata all'acquisto di nuovo materiale rotabile. Ma se tutto il fondo viene versato a Fs, non c'è bisogno di definire le ripartizioni. L'Ad del gruppo, Mauro Moretti, ha annunciato a settembre che investirà 2 miliardi per comprare 840 tra locomotori, carrozze e convogli per il trasporto dei pendolari. L'unica Regione che, a suo tempo, ha protestato è stato il Piemonte, visto che non ha firmato con Trenitalia e ha scelto la via della liberalizzazione. Ma anche per l'assessore piemontese ai Trasporti, Borioli, il problema non si pone più: visto che i vincitori delle gare subentreranno nel 2012, in quell'anno sarà già a regime il nuovo meccanismo di finanziamento dei treni regionali. Verranno equiparati al Tpl su gomma e tutti gli stanziamenti, sia quello storico del 2002 che gli adeguamenti successivi, saranno sostituiti dalla compartecipazione all'accisa sul gasolio.

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