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Pescara, 24/04/2026
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Data: 19/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il week end di Mascia fa infuriare il Pdl. Salta l'incontro con i vertici regionali. Di Stefano: Pescara deve voltare pagina

La domenica li lascia sempre soli. Non ha risposto il sindaco Luigi Albore Mascia ai coordinatori del Pdl Fabrizio Di Stefano e Filippo Piccone che lo volevano incontrare sabato mattina visto che una crisi passi la seconda pure ma la terza per favore c'è qualcosa che non va e quindi meglio sedersi subito intorno a un tavolo. Niente da fare: sabato non ci sono, ha risposto il primo cittadino, meglio martedì con comodo, perchè lui mattiniero non è. Perchè perchè la domenica li lascia sempre soli non si sa, una volta il viaggio a Madrid per vedere il Real contro il Milan, un'altra la Croazia e poi il buen retiro in Val Vibrata e poi ancora quindici giorni in Burundi, partite di pallone a parte. Ma questa volta l'ha fatta grossa: fare aspettare i vertici del partito mentre sul Comune infuria la buriana Masci-Teodoro è segno di menefreghismo, il partito non glela farà passare liscia. E' durissimo il vice coordinatore Di Stefano: irresponsabili, dice alla classe di governo di Pescara, così si rischia di vanificare il lavoro fatto.
«Non si comprende che la città ha girato pagina dopo le vicende giudiziarie che hanno sconvolto il Comune perchè chiedeva espressamente un governo diverso - dice il senatore - E adesso che facciamo? Un governo diverso lo è sicuramente dal punto di vista della moralità ma certamente lo deve diventare dal punto di vista della responsabilità». Un'accusa grave, gravissima, che pesa tutte sulle spalle del primo cittadino e della classe dirigente pidiellina. «I motivi della crisi son futili, ed hanno poco di politico. Devono essere risolti con un po' di buon senso che evidentemente fino a questo momento è mancato», rincara il vice coordinatore.
Irresponsabilità e mancanza di buon senso: accuse rivolte al primo cittadino ma anche agli alleati. E' stato il capogruppo al Comune Lorenzo Sospiri a invocare l'intervento dei vertici regionali del partito. «Prima la crisi sulle deleghe, poi sulla pianta organica, poi il piano triennale, oggi l'intestazione dei Rup: troppe - commenta Sospiri - occorre stabilire un rapporto più chiaro tra il Pdl e una sua componente. Sono convinto che Masci sia in buona fede, che sia animato solo dalla passione per la sua idea di città. Ma il problema ha un risvolto politico che deve essere affrontato una volta per tutte, anche perchè in una famiglia si deve cercare di stare tutti insieme». Week-end e Natale permettendo.
Un tagliando va fatto, sostiene Sospiri, «e in particolare un aggiustamento sulle deleghe il sindaco farebbe bene a farlo, più avanti». Intanto è alle prese con la redistribuzione delle competenze tecniche sulle opere pubbliche, poi ci penseranno Piccone e Di Stefano a raffreddare i bollori. Anche perchè a soli quattro mesi dalle elezioni, l'immagine trasmessa alla città è pessima: colpa di Masci fino a un certo punto. La crisi che il primo cittadino ha disperatamente negato fino alla fine gli si è materializzata di nuovo in aula lunedì scorso con la lettera di Masci & c: lui, forse per tenersi libero nel week-end, l'aveva fantasticamente attribuita a «politici di fuori regione» e quindi, tradotto, al fantasma di Luciano D'Alfonso che lo insegue anche dal Molise, senza riuscire a capire che la minaccia la teneva in casa. Lunedì il risveglio: è la quarta crisi in quattro mesi, una ogni trenta giorni. Per il Pdl sono troppe: la capacità di un sindaco sta anche nel governare le truppe. E lui non ci riesce, «ha la testa nel pallone» ironizzano gli alleati. E quel che è peggio scappa.

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