«Sulla nuova Teatina, la strada che dovrà collegare lo svincolo del casello autostrdale di Dragonara con la statale 16 all'altezza del cimitero di San Silvestro, si ripete ancora il vecchio modo di fare politica». Lo dicono Sandro Paludi e Alessandro Feragalli, consiglieri del gruppo Unione per San Giovanni Teatino. E spiegano: «Alcuni amministratori si incontrano ed affrontano il problema della mobilità discutendo su un'unica soluzione già confezionata e trovando, dopo un'ampia discussione, un'intesa che era scontata anche per un bambino».
«Diverso sarebbe stato se sul tavolo si fosse posto il problema del congestionamento della viabilità e tra le risposte si fosse posto anche il raddoppio ed interramento della ferrovia Chieti-Pescara o la necessità di pianificare meglio il territorio, limitando la concentrazione di centri commerciali in un unico Comune, che si trova ad avere traffico e livelli di inquinamento atmosferico come una metropoli».
Dopo aver ricordato che anche nella redazione del piano urbano della mobilità dell'area vasta Chieti-Pescara, senza nemmeno coinvolgere le province, si era proceduto facendo un puzzle di opere pubbliche proposte dai singoli comuni, invece che affidare al progettista il compito di trovare le soluzioni articolate ed integrate su scala territoriale alle problematiche poste dagli enti coinvolti, così concludono Feragali e Paludi: «In Abruzzo sembra che il problema del traffico si risolva solo costruendo nuove strade mentre l'Europa punta a sviluppare sistemi di mobilità ecologici, quali ferrovie e metropolitane, con l'obiettivo di limitare l'uso della macchina a favore dei mezzi pubblici. Prima spendere i 39 milioni di euro previsti per la Nuova Teatina, ci auguriamo che qualche amministratore di buon senso si fermi a riflettere a qualche soluzione alternativa».