PESCARA - Glielo disse col cuore, «onore al vincitore». Ma lui ingordo, non si accontentò: pretese di più, invocò il superlativo, il massimo dell'elogio, «onore allo stravincitore», piuttosto. E a quel punto si scatenò la rissa, verbale naturalmente, «ora hai stravinto, sei mesi fa hai straperso». E' un inizio al vetriolo quello tra Roberto De Camillis esponente di spicco della lista "Città ponte", ex democristiano ed ex assessore della giunta D'Alfonso e il nuovo sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, faville e insulti quel giorno nell'aula consiliare subito dopo l'elezione dell'ex repubblicano Luigi Albore Mascia, avvocato pescarese col pallone nel cuore e nella testa. Ma adesso basta, adesso occorre scordarsi il passato: De Camillis lancia una stampella al sindaco in amministrazione controllata dal Pdl, messo sotto schiaffo da Masci e da Teodoro, ostaggio di una crisi lunga cinque mesi, pressato da ricatti e da minacce. Rischia di uscire con le ossa rotte il primo cittadino di Pescara, per questo Lorenzo Sospiri ha chiamato in soccorso il coordinatore regionale del partito Filippo Piccone e il vice Fabrizio Di Stefano, perchè i rapporti tra Mascia, Masci e Teodoro sono irrisolvibili, perchè ci vogliono muscoli e determinazione e capacità politiche che evidentemente Mascia non ha. «Responsabilità e buon senso» invoca Di Stefano, qualità che difettano nel primo cittadino.
L'appello di De Camillis è per il futuro della città, per uscire dall'impasse, dall'immobilismo, da questi cinque mesi di viaggi, di pallone e niente più: «Sono pronto a valutare e a votare progetti strategici per la città. Offro il mio aiuto e il mio voto a sostegno dell'azione amministrativa del sindaco, dopo aver preso atto dell'incapacità totale della maggioranza di dialogare con la città. Lo faccio nel nome della città, per il suo futuro, per quello che potrà diventare nel 2020». Un voto in soccorso di Albore Mascia, che non è poco ma non è il solo: «Sono convinto che altri consiglieri potrebbero seguirmi su questa strada, quelli dell'area centrista dell'opposizione per esempio». A cominciare, forse, da Balducci. Una stampella per il centrodestra che potrebbe così disfarsi di Teodoro facendo contenti molti a partire da Carlo Masci. «Se Teodoro è elemento di disturbo, grazie ai nostri voti potrebbe essere agevolmente congedato», prospetta De Camillis.
Si tratta di cancellare il passato, gli attacchi, le prese per i fondelli. Come quando De Camillis ai tempi delle elezioni disse a Mascia che aveva sostenuto gli "esami di riparazione": «Bocciato a giugno, si è ripresentato a settembre», alludendo a quando «straperse» contro il sindaco D'Alfonso all'epoca soltanto indagato. Ora lui proprio lui gli offre la sponda per uscire dalla crisi: «Sono pronto anche ad aprire a 360 gradi il mio orizzonte - aggiunge De Camillis - organizzando un tavolo al quale potrei invitare tutte le forze politiche per individuare chi sta con i pescaresi e chi no».
E se De Camillis si candida a fare l'insegnante di sostegno di Luigi Albore Mascia, il Pdl aspetta martedì prossimo e che il sindaco torni dal viaggetto del week-end. Piccone e Di Stefano ci andranno col dente avvelenato: primo perchè devono aspettare martedì a causa dell'ennesimo viaggetto del sindaco, secondo perchè finire sui giornali ogni giorno per le liti e le risse non è quello che si aspettavano. Ma anche l'incontro con Masci previsto per mercoledì scorso è saltato causa impegni imprecisati del sindaco. La città è ferma, la crisi può aspettare: causa risse (e viaggetti) in corso.