PESCARA «Gli sconti fiscali previsti per gli aquilani devono essere messi nero su bianco». Lo chiede a gran voce la Cna Abruzzo in una nota. «Il governo - spiegano i presidenti della Cna regionale, Italo Lupo, e dell'Aquila, Giorgio Stringini - faccia subito chiarezza sul diritto dei cittadini e delle imprese aquilani ad avere lo stesso trattamento, in materia fiscale, riservato negli anni passati alle popolazioni di Umbria e Marche». «Stiamo dando voce alle preoccupazioni espresse anche in sede istituzionale dagli esponenti politici di diversi schieramenti - aggiungono -: numerosi parlamentari hanno manifestato l'esigenza che il governo traduca in decisione il riconoscimento agli aquilani del diritto a pagare solo il 40% delle somme dovute al Fisco, e congelate in seguito al sisma del 6 aprile scorso, assegnando loro una ulteriore rateizzazione di 120 mensilità». Una formula che ricalcherebbe le concessioni fatte dallo Stato alle popolazioni di Marche e Umbria. «Senza questa previsione - chiosano -, a partire dal gennaio prossimo, ai danni del terremoto si unirà la beffa del pagamento senza sconti delle tasse residue». Ma «a questo punto della discussione sulla Finanziaria per il 2010 - concludono -, è appena il caso di sottolineare come, più che gli atti di fede, occorra certezza del diritto, perché il tempo delle parole è scaduto». Intanto il parlamento dei sindaci ha approvato un documento per la proroga delle tasse nelle zone colpite dal sisma.«Deve essere inserita nella prossima finanziaria in dicussione alle Camere - si legge in una nota - la proroga per la sospensione dei versamenti tributari e contributivi, dei tributi locali e di altre imposte, che il governo ha concesso per le popolazioni terremotate». «Agevolazioni che stanno per scadere - continua-. Senza la proroga, i cittadini fuori cratere dovranno riprendere i pagamenti a fine novembre, quelli del cratere entro fine anno». La proroga è stata chiesta all'unanimità dal Parlamento dei 108 sindaci e dei Presidenti delle Comunità Montane.