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Pescara, 15/05/2026
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07/04/2006
Corriere della Sera
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Berlusconi, affondo sui pm: sono indegni. «Contro di me un'alleanza tra grandi giornali, banche e magistratura». E attacca il «Corriere» |
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ROMA - «E' assurdo che mentre io lavoro giorno e notte per l'Italia ci siano degli impiegati dello Stato, dei funzionari, dei dipendenti pagati con i soldi dei cittadini che tramano contro il presidente del Consiglio che lavora per tutti gli italiani. È un'infamità, un'infamità...». Silvio Berlusconi prende fiato e tuona: «È un'infamità che si usino questi mezzi per convincere i cittadini a scegliere un altro voto durante la campagna elettorale». Ed ecco il monito: «Gli italiani riflettano sul futuro che si preparerebbero se queste forze, in combine assoluta con questi indegni magistrati, potessero anche prendere la maggioranza in Parlamento».
BROGLI - Il premier parla ai giornalisti a Palazzo Chigi. Ed è un monologo di una ventina di minuti senza la possibilità di porgli domande. Il tono è grave, segno che è preoccupato. Oltre all'azione dei magistrati teme anche - e lo dirà nel pomeriggio auspicando l'invio di osservatori dell'Onu per sorvegliare il voto - che ci possano essere irregolarità nello spoglio: «Ne abbiamo bisogno perché se va avanti così chissà cosa ci combinano questi signori che sono esperti di brogli». Ed ecco affiorare - è la prima volta che lo ammette sia pure nella forma di un'eventualità remota - la possibilità di non vincere: «Non lo credo, ma se ci fosse una sconfitta sarà di misura». Proprio per questo invita ad andare ai seggi perché «non andarci equivale a votare per la sinistra». Berlusconi è, insomma, preoccupato che, 12 anni dopo, si ripeta quanto avvenuto nel 1994. «Sono tutti contro di me - denuncia -, c'è un'alleanza visibile tra i grandi giornali, le banche e la magistratura per realizzare un'intesa opaca e oscura contro di me. Oggi si ritrovano gli stessi protagonisti, il solito Corriere della Sera , il solito Mieli e la Procura di Milano che si muove di concerto con i giornali». Il Cavaliere attacca il Corriere perché nella vicenda Mills - l'avvocato inglese che avrebbe ottenuto 600 mila dollari dalla Fininvest per rendere testimonianze favorevoli a Berlusconi in due processi negli anni Novanta - aveva anticipato la notizia della richiesta del suo rinvio a giudizio e aveva seguito gli sviluppi dell'inchiesta. Ed è appunto a quell'inchiesta - il processo comincerà il prossimo 5 giugno - che fa riferimento Berlusconi per attaccare i magistrati: «Voglio denunciare questo ennesimo, gravissimo uso politico della giustizia, un episodio contro il presidente del Consiglio, contro il leader del primo partito italiano, contro l'immagine e la credibilità dell'Italia». Per questo Berlusconi distribuisce un dossier di quindici pagine per provare la sua estraneità nella vicenda che vedrebbe invece coinvolta «una persona terza, l'armatore Diego Attanasio: ha versato lui la somma di denaro a Mills per questioni personali».
ROGATORIE - I documenti esibiti, dice il Cavaliere, potevano essere ottenuti dai magistrati se invece di «rifiutarsi di indagare avessero avanzato, come chiesto dai miei legali, una rogatoria per conoscere i flussi dei versamenti della Mees Pierson Bank delle Bahamas».
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