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Data: 21/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il dopo terremoto a L'Aquila - Tasse, riparte la mobilitazione. Parlamentari in campo per chiedere la sospensione fino a giugno

Quello delle tasse è un fronte che rischia di riaprirsi e di alimentare nuove tensioni. Il conto alla rovescia è cominciato: ci sono dieci, quindici giorni di tempo al massimo per un nuovo provvedimento che sancisca la proroga della sospensione e magari modalità di restituzione uguali a quelle degli umbri e dei marchigiani. Si potrà fare, infatti, solo in Finanziaria o in un eventuale provvedimento "mille proroghe". I parlamentari abruzzesi lavorano su questa ipotesi (che sarà oggetto di specifica richiesta): bloccare i versamenti fino a giugno e prevedere la restituzione del 40% del totale in 120 rate. Lo ha detto ieri il deputato del Pd, Giovanni Lolli, nel corso di un incontro tra parlamentari (c'erano anche Di Stanislao dell'Idv e Mantini dell'Udc) e rappresentati del mondo dell'economia: banche, enti, associazioni, imprenditori. «Berlusconi e Tremonti - ha detto Lolli - avevano assicurato che entro l'anno avrebbero rimediato. Ora, però, è il momento di dire basta alle chiacchiere: non ci proponessero un'ordinanza, serve una norma precisa». Un eventuale provvedimento avrebbe un impatto di circa 625 milioni di euro. «È difficile trovare le coperture - ha detto Lolli -, ma va fatto, perché così è stato per Umbria e Marche. Sono soldi che non possono essere sottratti a un territorio in crisi. Serve una mobilitazione». Lolli ha detto che esiste un impegno di Gianfranco Fini per garantire l'ammissibilità degli emendamenti che verranno presentati e un'azione di "pressione", anche del Pdl, sulla commissione Bilancio della Camera.
Non ci sono solo le tasse sulla strada del rilancio. La grande preoccupazione arriva dal lavoro, dal mondo dell'impresa. Le associazioni e i sindacati hanno firmato un documento con il quale chiedono proroghe agli "ammortizzatori" e strumenti per il rilancio (sospensione delle tasse e dei mutui, zona franca, congelamento delle passività, contratti di programma). Aspetti che, dove possibile, saranno oggetto di emendamenti. Lolli ha sottolineato l'importanza di un «intervento straordinario dello Stato»: «Ci sono quattro miliardi di fondi Fas, di cui 900 milioni destinati alle attività produttive. Esistono già progetti e masterplan, ma finora gli stanziamenti sono pari a zero. È rimasto bloccato persino l'aiuto per il contratto di programma Alenia, che ha deciso di restare nel territorio e investirci. Speriamo che si provveda nella prossima riunione del Cipe». Altro argomento cruciale è quello della zona franca, per il quale Lolli ha sollecitato la perimetrazione (che deve fare il Cipe). Su questo ha insistito molto anche Pierluigi Mantini, dell'Udc: «Bisogna attrarre imprese e concorrenza con questo provvedimento. Molte industrie sono interessate dai vantaggi e porteranno all'Aquila nuova occupazione. Negare qui quello che è stato dato a Rancitelli significherebbe infliggere oltre al danno una grande beffa». Mantini si è detto «sconfortato e preoccupato»: «Si deve capire che la tragedia aquilana va inserita in un'operazione di politica economica. Se si pensa solo a dare un po' di sollievo è solo carità. La rinascita dell'Aquila, invece, è un'opportunità per l'intero paese».
Altre due polemiche sono state "innescate" ieri. Una riguarda il G8: «La presidente della Provincia Stefania Pezzopane - ha scritto Carlo Costantini, capogruppo Idv in Regione - dopo aver preso atto che l'impegno assunto da numerosi Paesi ad adottare uno dei 45 monumenti danneggiati dal terremoto corre il rischio di rivelarsi un "flop", ha giustamente espresso la preoccupazione che il G8 a L'Aquila non sia servito a nulla. La realtà è che qualcuno dal G8 a L'Aquila ci ha guadagnato "a prescindere" un importo di circa 15 milioni di euro. Mi riferisco a una società immobiliare che è proprietaria della caserma di Coppito della Finanza, sulla quale sono stati operati investimenti che hanno determinato un enorme incremento di valore dell'immobile». Critiche anche sulla nomina di Gaetano Fontana a capo della struttura di missione per la ricostruzione. Le ha espresse Maurizio Acerbo del Prc: «C'è un evidente cambio di scala tra le vecchie categorie di intervento e quelle da lui inventate (programmi di recupero urbano, programmi di riqualificazione, Prusst): esse sono infatti ritagliate sull'iniziativa dei proprietari e non più sulla dimensione urbana più coerente».

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